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Tra le rovine

Lamberto Pignotti

 

tra le rovine

 

il narratore non può non fare avvertire su questa pagina il drastico

contrasto ma forse irruenti oscurità ed esclamazioni avrebbero dato

maggiore consistenza alle fiacche entità astratte di ogni ora

 

andando a capo si profila il dramma posto nella sua virtualità nello

speculare antimondo che determina il bisogno di identificare sotto

casa un cadavere dove più in là l'uccisione di madri padri e figli è

all'ordine del giorno

 

non tutti i presenti sembrano aver bisogno di un luogo in uno

scenario caratterizzato dall’astenia ma ciò non autorizza il lettore a

sentirsene fuori facendo rotolare parole senza ritegno dalla bocca e

lacrime a profusione dagli occhi

 

intanto si sa che sulla scena del delitto bisogna stare attenti a non

toccare nulla

 

a questo punto si va ancora a capo e la frase successivo comincia

con una notazione temporale

 

qualche ora più tardi appoggiando le mani sui fianchi

 

una lacuna

 

che cosa è successo nel frattempo tra le rovine non è difficile

immaginarlo

 

il narratore d'altronde con elegante ironia si preoccupa di non

lasciare il lettore nel dubbio e dopo un’immersione nella più cupa

violenza presenta un'oasi di pace

 

un luogo magico dove domina il senso della vita

 

quando il lettore finisce di leggere si potrebbe dire nel più sobrio e

compiaciuto stile romanzesco che il lettore non ha più nulla da

desiderare