Legiferi sottile, affastellando
bile e spicchi di brina sul gradasso
mio incedere del passo;
rovisti i picchi di serotonina
dove appuntare il cosa, il dove, il quando.
E intoni, indisturbato, il tuo rimario
baciato, un tanto al vento
che affusola l’accento, un tanto al fiero
stanare il vero nello spleen binario.
Oh, e nell’interiezione
pluripotente i gap fra zero e uno
sfilano già al raduno del Bel Niente,
stilano l’effettiva conclusione
di ogni ostinato scorno, testa a testa.
E il gattino di Schrödinger
fa la fine del topo alla sua festa
di cieli capovolti nella scatola,
morde a vuoto, riaccampa un’altra scusa,
squittisce/fa le fusa.
Roberto Ranieri