p. 84-85 > LIDIA RIVIELLO ''Stati di salute'' ed. nino aragno 2025

LIDIA RIVIELLO ''Stati di salute'' ed. nino aragno 2025
di Roberto Milana

 

La cosa più conturbante nel senso estetico strutturale di questo ennesimo bel libro di Livia Riviello è una specie di andamento chagalliano di un io/corpo quantistico da flipper atrocemente sensoriale gettato a rischio e pericolo nel caos della suburra digitale, nell'assurdo geopolitico e della medicalizzazione residenziale. Che pure mantiene una specie di ironia malgré lui e la curiosità educata al pathos della cronaca. Una razionalità distratta e febbrile una specie di stato onirico teso e pronto a rilievi gnoseologici, la conoscenza è sogno per i volanti personaggi del pittore russo-francese, per l'autrice anche ma in un territorio semantico e formale denso di materialità, terrestre dove la cronaca dà indizi di storia. Il linguaggio di complessa ma fluida metaforicità non disdegna logiche narrative condotte con strumenti sensoriali sensibilissimi in grado di accedere a una geologia morale che sorprende per la svagata saggezza. Stare dentro e fuori la realtà nello stesso tempo, senza nessun trucco professionale, ma come effetto poetico di una pratica esistenziale  di confine, una discreta e amorosa presenza a dirla con Vincenzo Cerami per far parlare le persone e le cose e dirci poi a noi lettori della meraviglia del capire, della bellezza del sentire <<...La donna deve avere fra i 46 e i 48 anni / deve dimenticare quanti anni ha e portare ovunque un'aria più giovane / in un tempo di veleni e kili che ti aggrediscono come pioggia sulla pelle...>> Ma parafrasando i muri delle semiperiferie ''io c'è'' ed è un io corporale che si plasma nella materia linguistica delle posizioni sintattiche nate da cura e natura insieme, delle consistenze lessicali di assoluto plurilinguismo, della sonorità fonematica spesso interiore della parola, della frase, del ritmo di calma concretezza dell'esercizio poetico paranarrativo. Così la Riviello sembra domare con fare induttivo la nuova realtà imbizzarrita, riesce se si può dire a tallonare le dinamiche quantistiche di mondi in epocale transizione, ostile per protervia al già detto al già fatto della storia <<...bar italia guarda la costa / adesso è albanese dentro e fuori / degustano vino alzano radio hanno teatro davanti non ricordano / in quale anno la rettore cantava il cobra non è un serpente>>. Il testo si compie con un procedimento tessile attraverso le voci di pluriparlanti, sono quelli che Carla Vasio già individuava con micidiale mira critica ''frammenti di realtà''. Pezzi di scrittura spesso versiforme o di conversazione, registri di ufficialità disumana digitali e non, non lavorati simbolicamente, che dicono localmente con il loro esserci testuale e poi più in là sferruzzano trame con il loro rimbalzo semantico vuoi di naturale completamento vuoi di misterioso accordo e amicalità sintattica. Tessono una maglia sempre imperfetta , il non finito dell´autore di rango, con una volontà letteraria che lascia il compito di cura non necessaria al lettore  <<...il sistema rifiuta il colore viola anche su tik tok a meno che non sia / un riferimento a un sentimento di un certo mondo / magniloquenza termine salvato dalla rete sconosciuto sotto la linea / d' ombra / don piero lo sa perché gli apostoli si misero gli occhiali da cinema mentre / aspettavano la resurrezione ? perché  gesù è risorto in 3d / no no non è lo stato delle cose non più orologio parlante di joel der / stand der dinge.>>. E allora l'ironia della Riviello, collante così prezioso del suo stile, qui maturato ancora, tassello fondante, fondente, fendente, tanto per stare in tema, in controcanto della sua poetica della fenomenologia espressiva. Ironia esercitata ora con una postura doppia, quella dell' evidenza diciamo della battuta, coi risvolti morali incisivi <<...curarsi dal benessere...>>, <<...hanno sempre invaso lo spazio con il pretesto di non sapere dove/ andare a dormire mai visti tanti uomini e tante donne senza famiglia,...>> e quella interiore al verso nel tono di alto avanspettacolo delle ormai caratteristiche ripetizioni e calembour  <<...valore futuro / c'è ancora qualcuno che chiede del futuro anteriore...>>,  <<...sul set c'è il passaggio dei clienti dentali / attrici platinate le risse a teatro...>>, nelle plusvalenze lessicali di intelligente ambiguità, nella relazione spiazzante dei blocchi espressivi delle unità linguistiche <<...ti piace il calcio nei cocones sei caduto per terra il cucciolo di / leopardo / dicono che la gente importante bestemmi per curarsi la cicatrice in / paradise...>>. Ogni genere di bella poesia, è un fatto, sempre dà indizi su come sta il mondo.