Larry Eigner, Six Poems.
traduzione di Gianluca Rizzo
Gli originali in inglese sono disponibili sul sito della Poetry Foundation, a questo indirizzo: https://www.poetryfoundation.org/poetrymagazine/browse?volume=103&issue=4&page=13
SEI POESIE
1
tanto spazio lungo il
muro di corsa
quelle volte si sente il motore
in un posto solo
la cantina
piena di lattine e il sole
qui, più o meno sui cespugli
alla rinfusa gli anni
di scorta
la zolla di fiori contro i vetri
davanti alla siepe dei vicini
l’ovest può anche risplendere
una spolverata di pioggia
al piano di sopra un calore d’assorbimento
ci sono molti lati i tubi sono a malapena freschi
tegole rapide interrotte le
ombre curve annidano qualche macchia
come fumo d’inverno
l’aereo carico d’antenne
forse lo
schermo è una cornice rotta
lo metto in un angolo dietro
2
in equilibrio su un piede
come un albero
è
la regola
gabbiani cambiano
angolatura
aria
che preme attraverso le foglie
un suono verde
impossibile
da cavalcare
3
L’orologio
mette
mano
alla vita
vecchia degli attimi
pioggia che
precipitosamente
scampana
4
Dove c’è una soffitta
con questi aerei
che passano
la stanza cresce
quand’è che arriva
demolizione
passeggeri
ci sono porti
dove alcune navi
salgono vicine
volo ordinato
e gabbiani che amministrano maree
verrebbe da chiedersi cos’è che vedono
5
50 macchine
non importa
dove si fermano
foglie soffiate
giù
alcune in su
attraverso alberi
investiti dal vento
altri rami
un bell’inizio
il bel giorno
comincia
alle 3 del pomeriggio giacché
l’oscurità
è la norma
la strada sgombra
perché
case
verso prati
è come se le nuvole ruggissero
insieme alle mie ruote o
al marciapiede
contro le stelle in arrivo
doghe
scivolano su dalla spalliera del letto
“polvere” a paletta
in cantina
e banalità che
invecchiano un mese alla volta
6
DOCUMENTO
Tornino pure alla carica tutti quei ricordi,
Non cambia nulla se la settimana prossima ci fanno saltare in aria
Tutto quello che ho fatto lo devo ai miei limiti.
Non m’importa se i macchinoni vengono giù dagli alberi
con le nuvole che se ne vanno via sopra la testa
È notte e giorno, i rami afferrano le grondaie
piove, l’odore del metallo caldo legno
La verità, interamente esatta,
è una contraddizione
più tieni duro
il più sopravvive
Le nuvole si lasciano andare, e diventano
un mare privo di interesse
istante
le sponde cieche, più in là
la vita continua di passaggio