Alfonso Guida
da
Scritti di Santa Caterina da Siena
Questa tendenza a non portare a termine
niente la vivo come una sconfitta.
Non ho una vita propizia al pensiero
né una storia né un posto, ma una ressa
di pensieri slegati che molesta
la mente, che devasta le ore vuote.
Parla a tuo figlio del tuono e dell'angelo
custode, parla della
malattia della segale cornuta
che fa morire il grano. Il grano muore
Natanaele si spoglia sulle rive
del torrente e ti invita a entrare, nudo.
Queste le storie che so. Narrazioni
delle tremila e quattrocento notti
passate sott'acqua ( bonding si chiama
l'attaccamento al triangolo edipico:
madre/padre/ figlio- tu, figlio eterno,
pover'uomo affetto dal male oscuro,
duro da curare, guarire, duro
da vivere, il male del figlio eterno.
Ora
mi consegno alla luce
dei morti che non trova pace, requie
sotto lo stato
di fatiscenza in cui versa il palazzo
di giudizio,di volontà, decrepito,
defunto palazzo di nolonta'.
Mi rimetto all'orrore che ho del male
della parola. Errore è dire tutto.
Digiuno e penitenza. Devo smettere.
Come il transito è finito da Tebe,
mia madre, mio padre, la cecità
del figlio che s'inguaia del calore
del nido e va' lontano, scappa, fugge,
fino a Betlemme,
dove nacque il senso
reale delle cose, il vero senso
mariano, immacolato, delle rose,
quelle di maggio, quelle di Gozzano,
la rosa che fu simbolo dell'alba
della Cosa, la Cosa senza nome,
la cosa del sogno, cometa intrisa
di notizie e di merci provenienti
dall' Egitto e dal canto della mistica,
parola data, non trovata, scienza
del Doppio consanguineo e delle fughe
tra le oasi e i monasteri del deserto.
Sorge un crampo nelle ossa. Mi rammarico.
Questo senso di anni vinti alla perdita.
Non porto il lutto perché nulla ho perso.