p. 1-2 > Scritti di Santa Caterina da Siena

Alfonso Guida

da

Scritti di Santa Caterina da Siena

 

Questa tendenza a non portare a termine

niente la vivo come una sconfitta.

 

Non ho una vita propizia al pensiero

né una storia né un posto, ma una ressa

 

di pensieri slegati che molesta

la mente, che devasta le ore vuote.

 

Parla a tuo figlio del tuono e dell'angelo

custode, parla della

 

malattia della segale cornuta

che fa morire il grano. Il grano muore

 

Natanaele si spoglia sulle rive

del torrente e ti invita a entrare, nudo.

 

Queste le storie che so. Narrazioni

delle tremila e quattrocento notti

passate sott'acqua ( bonding si chiama

l'attaccamento al triangolo edipico:

 

madre/padre/ figlio- tu, figlio eterno,

pover'uomo affetto dal male oscuro,

duro da curare, guarire, duro

da vivere, il male del figlio eterno.

 

 Ora

 

mi consegno alla luce

dei morti che non trova pace, requie

sotto lo stato

di fatiscenza in cui versa il palazzo

 

di giudizio,di volontà, decrepito,

defunto palazzo di nolonta'.

 

Mi rimetto all'orrore che ho del male

della parola. Errore è dire tutto.

 

Digiuno e penitenza. Devo smettere.

 

Come il transito è finito da Tebe,

mia madre, mio padre, la cecità

del figlio che s'inguaia del calore

 

del nido e va' lontano, scappa, fugge,

 

fino a Betlemme,

 dove nacque il senso

reale delle cose, il vero senso

mariano, immacolato, delle rose,

 

quelle di maggio, quelle di Gozzano,

la rosa che fu simbolo dell'alba

della Cosa, la Cosa senza nome,

la cosa del sogno, cometa intrisa

 

di notizie e di merci provenienti

dall' Egitto e dal canto della mistica,

parola data, non trovata, scienza

del Doppio consanguineo e delle fughe

tra le oasi e i monasteri del deserto.

Sorge un crampo nelle ossa. Mi rammarico.

Questo senso di anni vinti alla perdita.

Non porto il lutto perché nulla ho perso.