p. 34-43 > Notizie sui materiali fotografici e audiovisivi presenti negli archivi letterari conservati al Centro Manoscritti dell'Università di Pavia

Notizie sui materiali fotografici e audiovisivi presenti negli archivi letterari conservati al Centro Manoscritti dell'Università di Pavia

di Nicoletta Trotta

 

RIASSUNTO

Il contributo illustra brevemente le principali raccolte fotografiche e i materiali audiovisivi che si conservano nei fondi archivistici degli scrittori del Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia (Centro Manoscritti).

ABSTRACT

The article presents briefly news on the main photographic collections and on audiovisual materials of the Center for studies on the manuscript tradition of modern and contemporary authors at University of Pavia (Centro Manoscritti).

KEYWORD

Raccolte fotografiche   photographic collections

Materiali audiovisivi   audiovisual materials

Archivi letterari Literary archives

Scrittori italiani  italian writers

Digital Library Pavia

 

Quando Maria Corti ha iniziato a raccogliere le carte degli scrittori del Novecento nel Fondo Manoscritti, l’archivio degli scartafacci da lei creato presso l’università di Pavia alla fine degli anni ’60 e riconosciuto ufficialmente nel 1973[1], accoglieva soltanto manoscritti e dattiloscritti d’autore e carteggi. Solo diversi anni dopo sono approdati nel nostro Centro alcuni fondi fotografici.

 

Fondo Gatto

L’ingresso più antico è stato quello del fondo fotografico che ancora oggi è il più corposo, costituito da oltre 500 fotografie che fan parte dell’archivio del poeta Alfonso Gatto (1909-1976).

E’ stata la compagna del poeta, la pittrice e poetessa Graziana Pentich, a donare nel 1993 e poi ancora nel 2001, le fotografie insieme agli altri materiali del ricchissimo fondo Gatto che comprende manoscritti e dattiloscritti dei testi in poesia e in prosa, saggi, carteggi, ritagli di giornale, prime edizioni delle opere e anche un’imponente raccolta iconografica di disegni e dipinti del poeta, della Pentich e del loro figlio Leone. La corposa fototeca documenta non solo aspetti della vita professionale del poeta (convegni, conferenze, premiazioni, pubbliche letture) e suoi ritratti ma anche momenti della vita familiare del nucleo Gatto-Pentich nelle diverse abitazioni di Milano, Roma, Firenze, i viaggi in Italia e all’estero.

Nel fondo Gatto si conservano 544 stampe per la maggior parte originali solo in qualche caso si tratta di duplicati da negativi/positivi originali oppure da riproduzioni fotografiche. Oltre alle fotografie sono presenti 3 cartoline tipografiche e numerosi negativi (su vetro, pellicola piana o in rullo) per un totale di 90 fotogrammi.

Tra gli autori delle fotografie, si segnala la presenza di firme di noti fotografi come Ugo Mulas, Mario De Biasi, Giorgio Lotti.

L’ordinamento realizzato dalla Pentich è stato mantenuto: i dati relativi a soggetto, titolo e data dell’esecuzione sono stati tratti dalle annotazioni in genere apposte dalla stessa donatrice sul verso delle stampe o sullo buste utilizzate in vista del conferimento. Le fotografie sono state condizionate in carta apposita da conservazione, successivamente sono state tutte digitalizzate e catalogate all’interno di un progetto di censimento dei materiali iconografici del Centro Manoscritti realizzato tra 2012 e 2013. Le descrizioni sono consultabili nel nostro catalogo on line nella serie 10 dell’albero archivistico del fondo Gatto al link https://lombardiarchivi.servizirl.it/groups/UniPV_CentroManoscritti/fonds/47271

Più recentemente le scansioni sono state anche inserite nella Digital Library Pavia dell’Area beni culturali dell’ateneo dove è quindi possibile vedere la riproduzione delle fotografie (https://www.bibliotecadigitale.unipv.eu/)

 

Fondo De Marchi

Di rilievo anche la sezione fotografica compresa nel fondo intestato allo scrittore milanese Emilio De Marchi (1850-1901): essendo tutte foto ottocentesche, è la raccolta fotografica più antica tra quelle che conserviamo. Si tratta di 90 unità costituite da stampe fotografiche singole o incollate su supporti vari come la foto dello scrittore e della moglie Lina Martelli all’interno di una cornice di pergamena dipinta o le foto degli sposi applicate su un foglio dove è attaccata la tradizionale ciabattina in stoffa benaugurante  .
La maggior parte delle fotografie è originale, tranne alcune che sono riproduzioni di originali ottocenteschi.

Questo importante fondo fotografico è approdato nel 2001, in seguito al conferimento dei materiali iconografici da parte delle eredi dello scrittore, le nipoti Magda e Cesarina, in occasione della mostra che curai nel 2001 a Milano presso il Museo di Storia Contemporanea, organizzata dal Centro Manoscritti e dal Comune di Milano per il centenario della morte dello scrittore, Emilio de Marchi (1851-1901) Documenti, immagini, manoscritti (3 dicembre-27 gennaio 2002)[2]. Anche in questo caso per la catalogazione delle fotografie si sono rivelate preziosissime le didascalie approntate dalle eredi. Le foto sono state tutte catalogate, quindi digitalizzate e riversate nella sopracitata Digital Library Pavia.

 

Fondo Montale

Molto interessante anche il fondo fotografico relativo al poeta Eugenio Montale (1986-1981): le foto fanno parte della donazione della governante del poeta, Gina Tiossi, che a partire dal 2004 ha regalato al Centro Manoscritti molti materiali manoscritti, dattiloscritti, carteggi, prime edizioni, disegni e dipinti di Montale, alcuni cimeli come la macchina da scrivere, e una ricca raccolta composta da 116 fotografie e un album in cofanetto con 19 fotografie relative alla vita privata e professionale del poeta, le quali coprono un ampio arco cronologico che va dal 1915 fino al 1980.

Tra le più antiche segnalo la foto del 1920 che ritrae Montale a Monterosso con una tartaruga, o quella di Montale con il suo reggimento di fanteria durante la prima guerra mondiale.

Si tratta di foto di vario soggetto e formato, scattate da fotografi per la maggior parte professionisti come Federico Patellani e Ugo Mulas in occasioni private o pubbliche: tra quest’ultime spicca il corposo nucleo fotografico che riguarda la cerimonia di conferimento del Premio Nobel a Montale nel 1975

 

 

 

Fondo Zardi

Anche il fondo intestato al commediografo Federico Zardi (1912-1971) comprende una sezione fotografica composta da 95 fotografie che abbracciano l’arco cronologico 1880 – 1967, alcune delle quali, le più antiche, ritraggono famigliari di Federico Zardi; molte le foto di Zardi, a partire da quando era bambino. Di grande interesse sono le fotografie legate all’attività teatrale del commediografo che a metà degli anni ’50 lavorò al Piccolo Teatro con Strehler : sono presenti fotografie di scena e foto di attori, ad esempio di Vittorio Gassman che interpretò i “Tromboni” di Zardi nel 1956.

Nei fondi archivistici degli scrittori conservati al Centro Manoscritti si trovano spesso fotografie anche se non sempre veri e propri fondi fotografici: ce ne sono nel fondo del poeta Roberto Sanesi, nel fondo di Alfredo Giuliani, nel fondo della poetessa Alda Merini, nel fondo dello scrittore Germano Lombardi, nel fondo di Giorgio Manganelli e nel fondo di Marcello Gallian.

A volte le fotografie sono state donate direttamente dagli eredi, ma altre volte, come ho già accennato nel caso del Fondo De Marchi, il conferimento di materiale fotografico è stato sollecitato quale corredo iconografico in occasione di mostre promosse dal Centro Manoscritti: per questa via furono donate dagli eredi fotografie in originale per la mostra documentaria sugli scrittori napoletani Compagnone, Pomilio, Rea, Autografi Libri Immagini Fotografie che allestii alla Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia dal 17 al 31 ottobre 2009[3].

Simile il caso delle 25 fotografie del fondo Silvio Guarnieri, richieste per la mostra documentaria Silvio Guarnieri (1910-1992). L’ultimo testimone allestita per mia cura nella Galleria d’arte moderna “C. Rizzarda” di Feltre dal 9 ottobre 2010 al 2 gennaio 2011 in occasione del centenario della nascita dello scrittore[4]. Prestate per la mostra, le foto sono state poi riprodotte mentre gli originali sono stati restituiti alla famiglia. Segnalo la foto più curiosa di questo nucleo, la quale ritrae Eugenio Montale in braghette con Gadda pure in pantaloncini corti a fianco di Silvio Guarnieri in costume a Forte dei Marmi negli anni Trenta

Anche gli eredi dello scrittore Ottiero Ottieri (1924-2002) hanno donato alcune fotografie originali e molte riprodotte su pannelli in occasione della recente mostra Non scrivo col mestiere ma con la vita… Ottiero Ottieri, immagini e parole, dedicata allo scrittore nel centenario della nascita, da me allestita al Museo per la storia dell’università di Pavia dal 24 ottobre al 24 novembre 2024. Il fondo Ottieri mi offre lo spunto per sottolineare che a volte fotografie originali si trovano allegate alle missive, come nel caso delle piccole foto di Fabrizia Baduel rinvenute fra le lettere da lei inviate al giovane Ottieri. Altre volte fotografie si conservano tra le pagine dei libri degli scrittori, quando si possiede oltre all’archivio anche la biblioteca personale: ne è un esempio la foto ritrovata in un libro di Montale donato da Gina Tiossi, La casa dei doganieri e altri versi edizione assai rara, Premio dell’Antico Fattore 1931: Eugenio Montale e Elio Vittorini seduti al tavolino del Caffè delle Giubbe Rosse a Firenze.

Vi è poi un’altra tipologia di fotografie presenti al nostro Centro: quelle che possiamo definire foto d’autore. Carla Cerati (1926-2016) scrittrice, ma fotografa di professione, ci donò in aggiunta alle carte del suo archivio, 24 fotografie di vari scrittori da lei scattate, le quali sono state esposte nella mostra Scartafacce. Le mani, i volti, le voci della letteratura italiana del ’900 nelle collezioni del Centro Manoscritti dell’Università di Pavia allestita al Palazzo del Broletto di Pavia cura di G. B. Boccardo, F. Francucci, F. Milone, G. Panizza, N. Trotta (10-29 ottobre 2023), e riprodotte nel relativo Catalogo edito da Interlinea.

Nel ricco fondo intestato a Franco Antonicelli (1902-1974), scrittore, editore, politico, collezionista di fotografie e lui stesso appassionato di fotografia, si conservano 84 riproduzioni fotografiche che in parte sono state scattate da lui, molte delle quali confluite nel volume Ricordi fotografici di Franco Antonicelli a cura di Franco Contorbia, edito nel 1988 da Bollati Boringhieri: con il linguaggio fotografico Antonicelli raccontò ambienti e figure della cultura e della politica italiana (e in particolare torinese) degli anni dell'antifascismo, fino alla guerra e oltre.

Infine non posso non citare la molto corposa fototeca della nostra Maria Corti, la fondatrice del Centro Manoscritti: oltre alle fotografie che conserviamo presso il Centro , più di mille si trovano alla Fondazione Corti. Si tratta di foto di vario formato, a colori e in bianco e nero, catalogate ma ancora non del tutto digitalizzate: fotografie di famiglia, moltissimi ritratti della studiosa, foto di gruppo, ma anche foto da lei scattate a paesaggi, a architetture, a opere d'arte.

Tra le raccolte fotografiche ancora da catalogare vi è quella di Jolanda Insana (1937-2016), molto corposa, che comprende foto in gran parte scattate dalla poetessa, approdate al Centro post mortem con l’ultimo conferimento di materiali da parte dei suoi eredi.

Concludo con un cenno al materiale audiovisivo di grande interesse donato dagli eredi di Guido Morselli: una decina di bobine 8 mm dei filmati, molto curiosi, realizzati dallo scrittore a metà degli anni ’50, tra cui anche una singolare corsa delle lumache! A partire da questo straordinario materiale audiovisivo, che abbiamo digitalizzato, è nato un documentario, in via di completamento, su Morselli dal titolo Io mi sono conosciuto nel sogno realizzato da Filippo Ticozzi, che lo presenterà al pubblico nel corso del 2025.

 

[1] Grazie alla lungimirante iniziativa di Maria Corti con atto notarile del 18 dicembre 1973 fu formalizzata la costituzione del “Fondo Manoscritti di autori contemporanei” presso l’università di Pavia; successivamente con Decreto Rettorale del 24 gennaio 1980 l’ateneo pavese istituì il “Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei”, oggi “Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei”, (comunemente noto come Centro Manoscritti).

[2] Il catalogo della mostra, in cui sono state riprodotte diverse fotografie, è stato riproposto in appendice al volume Emilio De Marchi un secolo dopo, a cura di Renzo Cremante (Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2005).

[3] Il catalogo della mostra, che presenta una ricca sezione di fotografie dei tre scrittori, è stato ristampato in appendice al volume Le ragioni del romanzo. Mario Pomilio e la vita letteraria a Napoli a cura di Fabio Pierangeli e Paola Villani, Roma, Edizioni Studium 2014.

[4] Il catalogo della mostra, corredato di molte fotografie, è stato ristampato nel volume Silvio Guarnieri. Le idee e l’opera, Lecce, Manni, 2012.