p. 53-54 > Poete polacche contemporanee

Serena Buti, a cura di, Poete polacche contemporanee, Roma, Lithos, 2024, 146 p., “Laboratorio est/ovest 36”, ISBN 979-12-5657-025-6, € 15,00

Marco Menato

Nel 1961 Carlo Verdiani pubblicava a Milano da Silva l’antologia Poeti polacchi contemporanei (discretamente presente nelle biblioteche italiane), nella quale erano commentati cinquantasei poeti, ma solo sei erano donne e una di queste era il futuro premio Nobel Wislawa Szymborska. Proprio sulla scia della Szymborska, si muove questo piccolo libro nato dentro le manifestazioni per il centenario della sua nascita, curato dalla giovane polonista Serena Buti, dottoranda in Studi germanici e Slavi alla Sapienza romana.

Nell’introduzione la curatrice dà brevemente (p. 9-15) conto delle motivazioni pratiche e teoriche alla base della publicazione, “che riguardano principalmente la presenza della poesia scritta da donne nei vari canoni nazionali e ancor di più la presenza della poesia scritta da donne nel panorama polacco dal secodo Novecento in poi” (nel nostro caso le poete sono nate tra il 1931 e il 1985) e della “calorosa ricezione della poesia di Szymborska in Italia, un fenomeno originale se non proprio eccezionale”. 

Le poete scelte sono cinque, presentate criticamente e tradotte con testo a fronte da quattro giovani poloniste dell’università romana: Urszula Koziol (Serena Buti), Ewa Lipska e Julia Fiedorczuk (Noemi Fregara), Krystyna Dabrowska (Lidia Ricci), Malgorzata Lebda (Sara Quondamatteo); cinque i componimenti per ciascuna poeta e in alcuni casi si tratta di poesie mai tradotte in italiano. Nell’appendice (p. 117-132) cinque poete italiane contemporanee (Antonella Anedda, Maria Grazia Calandrone, Annalisa Comes, Carmen Gallo e Laura Pugno) parlano dell’importanza che per loro ha avuto la poesia della Szymborska.  

Il volume, con ampia bibliografia in polacco e in italiano, fa parte della collana diretta da Luigi Marinelli, professore di Lingua e Letteratura polacca a La Sapienza, che firma pure alcune traduzioni. La collana, nata nel 2008, ospita studi di letteratura e storia sull’est europeo con particolare attenzione alla Polonia e si segnala per le tematiche specialistiche affrontate con taglio rigoroso senza essere eccessivamente pesante, adatta quindi sia al pubblico accademico che alle persone colte e curiose.

A me è piaciuta Segni del tempo di U. Koziol:

Chissà se quell’erba

è ancora sgualcita

lì dove stavamo distesi

coperti da una nuvola

e chi l’ha schiacciata così

sotto lo sguardo di chi

quando ci abbracciavamo supini

e un uccello sopra di noi

tracciava i segni del tempo