Alberto Moravia: la sua biblioteca
di Valerio Skofic
Riassunto
Questo articolo illustra brevemente la storia, l’organizzazione, le attività di tutela e valorizzazione del fondo librario appartenuto allo scrittore italiano Alberto Moravia. E come la sua preziosa collezione sia diventata una biblioteca d’autore, gestita e organizzata dall’Associazione Fondo Alberto Moravia — Onlus, grazie al catalogo informatico. Questo strumento rende recuperabili e disponibili rapidamente i libri organizzati nelle scaffalature della casa-museo sita in Roma.
Parole chiave: Alberto Moravia, biblioteca d’autore, casa-museo, fondo, libro.
Abstract
This article briefly explains the history, organization, protection and valorization activities of the book collection belonging to the Italian writer Alberto Moravia. And how his precious collection became an author's library, managed and organized by the Associazione Fondo Alberto Moravia — Onlus, by its computer catalogue. This tool makes quickly recoverable and available the books organized on the shelves of the house-museum located in Rome.
Keywords: Alberto Moravia, author’s library, house-museum, collection, book.
All’interno della Casa-Museo Alberto Moravia è contenuta la collezione di volumi appartenuti allo scrittore[1]. Per comprendere l’importanza di questa raccolta di libri — che ha un valore culturale intrinseco — e immaginarne le potenzialità, sia per l’Associazione Fondo Alberto Moravia sia per il territorio, è necessario conoscerne la storia, capirne la fisonomia e considerare le attività di tutela e valorizzazione che l’hanno riguardata.
Moravia dichiarò che non gli interessavano le sue opere ma i libri degli altri. Questo atteggiamento trova conferma confrontando la biblioteca con l’archivio: mentre questo rimane lacunoso per un autore così prolifico, la collezione libraria è intatta e ben conservata.
Le risorse del fondo librario possono offrire alcuni spunti riguardo all’opera dello scrittore. Molti volumi letti da Alberto Moravia sono interconnessi e collegati ai romanzi, ai racconti, agli articoli giornalistici e ai saggi composti dall’autore. Inoltre, come è noto, prima di partire per i suoi viaggi Moravia leggeva molti libri sul paese che avrebbe visitato.
Bisogna contestualizzare la raccolta e le altre risorse collezionate e conservate da Alberto Moravia lungo tutto l’arco della sua vita. Lo scrittore accumulò e lesse volumi fin da giovanissimo (basti pensare all’abbonamento alle collane del Gabinetto Vieusseux di Firenze, voluta dal padre Carlo Pincherle) e fino alla fine della sua vita (un esempio sono i libri relativi al problema ecologico e alla questione nucleare). Si confrontò precocemente con capolavori italiani e stranieri come dimostra la sua biblioteca (si segnalano le prime edizioni di Ulisse di James Joyce e un edizione completa della fine degli anni ’20 di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust). La collezione riflette non solo gli interessi di un grande scrittore del Novecento italiano ed europeo, ma anche i temi principali che gli intellettuali d’Europa e del mondo hanno trattato nel XX secolo: dal marxismo alla psicoanalisi, dal maoismo ai paesi in via di sviluppo, dalla letteratura russa dell’Ottocento alla filosofia del Secondo dopoguerra, dalla storia dell’arte al cinema. Moravia era un lettore aggiornato e anche consapevole del pensiero, delle culture e delle storie del mondo.
Va rilevato che il Fondo Alberto Moravia contiene nella sua sede — la Casa-Museo — tre tipologie di beni culturali: i beni storico-artistici, i beni archivistici e i beni librari. Il fondo archivistico e il fondo librario sono concettualmente due entità separate ma restano in realtà vicine perché all’interno dello stesso luogo. Questa situazione particolare crea una realtà virtuosa e non diffusissima in Italia, dove il museo, l’archivio e la biblioteca dialogano tra di loro per far comprendere al meglio la figura dello scrittore romano. Il Fondo Moravia è un esempio importante di unità tra i tre campi disciplinari, come vogliono le recenti teorie archivistica, biblioteconomica e museale, sempre più fuse insieme.[2]
Nel fondo librario sono presenti circa 4.500 libri di autori italiani e circa 6.000 libri di autori stranieri (in prevalenza francesi, inglesi, spagnoli, tedeschi, statunitensi e sudamericani). Le risorse sono dislocate in venticinque librerie e organizzate negli scaffali da sinistra a destra e dall’alto in basso. Ogni palchetto ha sopra una etichetta con i numeri di inventario estremi presenti nel singolo scaffale. La collezione è organizzata sulle scaffalature — prevalentemente in legno ma anche in metallo — che arredano il grande appartamento e la sistemazione dei volumi, escluse piccole zone, è identica a come lo scrittore l’ha lasciata. Alcune parti sono ordinate per case editrici, altre per macro-argomenti, altre secondo intere collane o per opere in più volumi.
Come vuole la teoria delle biblioteche d’autore[3], bisogna lasciare inalterato l’ordine — stratificato nel tempo — dato dal possessore della collezione. Perciò non si è intervenuti sulla posizione fisica dei libri, cioè spostandoli realmente secondo un ordine stabilito, ma si è reso possibile, tramite la catalogazione, ordinare virtualmente le risorse e quindi anche recuperarle con facilità.
Prima della catalogazione scientifica era stato compilato un inventario patrimoniale molto elementare composto da quattro volumi cartacei (più un volume con i soli testi in lingua francese e un volume relativo ai periodici). Nell’inventario erano state registrate tutte le risorse, individuate da un titolo non sempre completo, dalla casa editrice e dall'anno di pubblicazione (a volte approssimativo), dal prezzo di vendita e da note varie - come dediche e glosse interlineari o a latere lasciate dallo scrittore. In questo inventario patrimoniale era presente un numero di corda o di timbratura che è stato riutilizzato e annotato anche nel catalogo elettronico per individuare la posizione del libro sulla scaffalatura. Ogni libro è timbrato sia sul foglio di guardia anteriore che sul foglio di guardia posteriore. Sull’inventario mancavano completamente le indicazioni topografiche di reperimento rispetto al museo, aggiunte invece nel catalogo elettronico definitivo.
La biblioteca è divisa in tre parti: la raccolta di vinili (423 unità) principalmente di musica classica e d’opera, la collezione di libri (12.157 unità) e una sezione estrapolata di risorse con dedica (circa 600 unità) anch’essa appartenuta allo scrittore. Quest’ultima conserva i volumi regalati ad Alberto Moravia da intellettuali, scrittori e artisti (tra gli altri si possono citare Discours de suède di Albert Camus, Il Giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani, L’odore dell’India di Pier Paolo Pasolini, La ragazza Carla e altre poesie di Elio Pagliarani, Diario minimo di Umberto Eco, Ti con Zero di Italo Calvino e La Storia di Elsa Morante).
Nella collezione, per la maggior parte composta di prime edizioni, sono presenti anche libri rari in Italia (non presenti all’interno del Sistema bibliotecario nazionale). I volumi sono tutti testi a stampa moderni e non ci sono libri antichi. Le lingue sono le più varie: inglese, francese, spagnolo, tedesco, italiano, svedese, ungherese, greco moderno, ebraico, giapponese, cinese. Inoltre sono presenti diversi volumi bilingue (molti in greco antico o in latino) o addirittura trilingue.
Allo stato attuale il catalogo elettronico, a cui si sta lavorando dal 2018, fornisce le seguenti indicazioni rispetto ai generi e agli argomenti:
Letteratura:
1) Poesia: 1.500 volumi
2) Narrativa: 4.500 volumi
Saggistica:
A) Storia: circa 1800 volumi
B) Filosofia: 800 volumi
C) Psicologia: 300 volumi
D) Antropologia: 200 volumi
E) Scienze orientali: 250 volumi
F) Scienze naturali: a) Fisica: 110 volumi
b) Biologia: 50 volumi
G) Critica letteraria: 200 volumi
H) Cinema (storia e critica): 620 volumi
I) Storia dell’arte: 200 volumi
Ogni libro è stato catalogato grazie alle REICAT (Regole italiane di catalogazione)[4] e con l’ausilio dei dati registrati su SBN (Sistema bibliotecario nazionale).[5]
La Casa-Museo possiede anche una piccola sala studio adiacente all’archivio e in questi anni ha ospitato molti studenti universitari e studiosi, provenienti da tutta l’Europa e da molti paesi extraeuropei. Molti ricercatori hanno pubblicato libri, articoli scientifici e altri prodotti culturali con l’aiuto della biblioteca.
Bibliografia:
A. M. TAMMARO, Convergenza di biblioteche, archivi e musei: le iniziative di IFLA, Aib studi, 2014.
Collezioni speciali del Novecento. Le biblioteche d'autore, Atti della Giornata di studio, Firenze, Antologia Vieusseux, 2008.
Online. URL: <https://www.iccu.sbn.it/export/sites/iccu/documenti/2015/REICAT-giugno2009.pdf>
Online URL: <https://opac.sbn.it/>
[1] Questo fondo librario è oggi una ‘biblioteca d’autore’ o ‘di persona’, cioè una raccolta di libri accorpati in maniera funzionale da un soggetto per la propria attività. Il soggetto deve essere una personalità significativa per la comunità e i suoi libri devono essere legati da un vincolo che li caratterizza in quanto insieme specifico e che restituisce sia il profilo del produttore sia alcuni momenti della storia del paese di appartenenza.
[2] Cfr. A. M. TAMMARO, Convergenza di biblioteche, archivi e musei: le iniziative di IFLA, Aib studi, vol. 54 n. 1 (gennaio/aprile 2014), pp. 115-120.
[3] Cfr. Collezioni speciali del Novecento. Le biblioteche d'autore, Atti della Giornata di studio, Firenze, 2008, in Antologia Vieusseux, N.S., a. XIV., n. 41-42, maggio-dicembre 2008.
[4] Cfr. https://www.iccu.sbn.it/export/sites/iccu/documenti/2015/REICAT-giugno2009.pdf
[5] Cfr. https://opac.sbn.it/