p. 17-24 > Note sul primo intervento catalografico in SBN della “Biblioteca Totiana”

Note sul primo intervento catalografico in SBN della “Biblioteca Totiana”

di Andreina Franzese e Silvia Moretti

Riassunto

Oltre a ricostruire la storia della Biblioteca Totiana, inaugurata ad Alatri nel 2022, l’articolo descrive in termini metodologici e operativi il primo intervento catalografico in SBN svolto da Andreina Franzese su 2.800 volumi del fondo Gianni Toti, mettendo in luce come nelle biblioteche d’autore il fondo librario possa essere opportunamente considerato un sub-fondo dell’archivio personale

Parole chiave: biblioteca d’autore; Gianni Toti; catalogazione

Abstract

In addition to illustrating the history of Biblioteca Totiana, inaugurated in Alatri in 2022, the article describes in methodological and operational terms the first cataloging intervention in SBN curated by Andreina Franzese on 2,800 volumes belonged to Gianni Toti, highlighting how in the author's libraries the book collection can be appropriately considered a sub-fund of the personal archive

 

La Biblioteca Totiana è stata inaugurata a settembre 2022 ad Alatri, in provincia di Frosinone, a seguito della donazione all’Associazione Gottifredo APS dei fondi librari e archivistici del poeta e videoartista Gianni Toti (1924-2007), anche noto come il padre della “poetronica”, e della pittrice e traduttrice ungherese Marinka Dallos (1929-1992), sua compagna di vita. I due fondi, riconosciuti dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio come “beni di particolare interesse storico” (prot. n. 1756/09.02.02.01/179 in data 20 luglio 2010), ne fanno un caso singolare di biblioteca d’autore, o meglio di una coppia di autori. La sezione libraria, in particolare, comprende oltre 16.000 volumi di cui circa 167 afferenti specificamente agli interessi pittorici di Marinka Dallos. La prima inventariazione dei volumi, avvenuta nel 2010 a cura di RomArchivi, a seguito del trasloco dei beni dal domicilio originario di Gianni Toti in via dei Giornalisti 25 (Roma) alla sede de La Casa Totiana in via Ofanto 18 (Roma), attiva fino al 2021, aveva mantenuto la suddivisione in sezioni stabilita in vita da Toti stesso. In ciascuna sezione, indicata da una sigla, i libri erano stati riordinati in ordine alfabetico per autore con l’obiettivo di facilitare la consultazione a scaffale. RomArchivi aveva indicato per ciascun volume: autore, titolo, casa editrice e anno.

A distanza di oltre dieci anni, parallelamente all’inserimento della Biblioteca Totiana nell’Organizzazione Bibliotecaria della Regione Lazio, sono stati avviati i primi lavori di catalogazione in SBN. Il presente articolo rende conto dell’intervento catalografico, svolto tra luglio e novembre 2023, su 2.800 volumi del fondo librario Gianni Toti costituenti dieci sezioni tematiche: Videoarte, Cinema, Scienze, Fotografia, Gianni Toti, Musica, Psicanalisi, Teatro, Via Pacini e Storia della letteratura.

L’attività è stata preceduta dalla necessità di adottare scelte consapevoli sul trattamento catalografico del materiale librario della Biblioteca Totiana e da un attento studio della letteratura scientifica in merito alle carte e ai libri d’autore. Una importante prospettiva di riferimento teorico che ha guidato, e inquadrato teoricamente e metodologicamente la prassi catalografica, è stata l’elaborazione teorico-pratica della dott.ssa Anna Manfron, maturata negli di anni di lavoro presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna nella gestione delle biblioteche d’autore:

 

Nella  consapevolezza  che  i  fondi  d’autore  trovano  incontestabilmente  nella  persona  il  perno  al  quale  tutto  si  riconduce,  persona  che  per  gli  archivisti  è  il  soggetto  produttore dell’archivio  e  per  i  bibliotecari  il  possessore  della  libreria personale, la riflessione era sufficientemente matura per farmi avanzare (nel 2011) la proposta di considerare la compresente biblioteca d’autore, quando è una vera e propria biblioteca di lavoro,  un  fondo  che,  insieme  a  un  altro  fondo,  cioè  le  carte dell’autore, forma un unico complesso documentario – come d’altra parte aveva già suggerito Crocetti definendoli nel loro insieme «archivio culturale» – con l’idea di trattare la biblioteca come una sezione o un sub-fondo di un unico complesso archivistico[1].

 

La proposta teorico-metodologica avanzata dalla dr.ssa Manfron e la riflessione in merito alle politiche di catalogazione da pianificare per evidenziare e restituire le relazioni tra il materiale bibliografico e le scritture archivistiche della biblioteca, si sono rivelati illuminanti e decisivi per impostare il lavoro catalografico.

L’obiettivo principale della catalogazione è stato quello di rendere evidente come l’intero fondo librario di Gianni Toti (i volumi e il materiale di natura più prettamente archivistica in essi contenuto) sia una testimonianza, e un documento dell’attività professionale e creativa di Gianni Toti (1924-2007) - artista, poeta, scrittore, giornalista, critico cinematografico, autore teatrale, traduttore da varie lingue, regista e sceneggiatore, protagonista della videoarte internazionale, collaboratore e direttore di collane editoriali, e di riviste letterarie - dei suoi interessi, delle sue relazioni intellettuali nel contesto storico culturale italiano e internazionale del secondo novecento; nella consapevolezza che sia i volumi (molti dei quali densamente annotati, postillati, sottolineati, e arricchiti di scritture inedite), sia la molteplicità della natura degli inserti in essi contenuti acquistano un significato pieno nel loro essere considerati una parte di un complesso archivistico più ampio, con il quale si trovano in una relazione organica e significativa.

Il lavoro di catalogazione ha applicato un trattamento biblioteconomico ed archivistico al fondo librario, cercando di mettere in luce quanto i libri di Gianni Toti siano, al pari dell’archivio del poeta, documenti personali, carte personali, anche quando, al limite, in essi non siano presenti segni d’uso, «se non altro, in mancanza d’altre tracce, per essere stati presenti nella biblioteca dell’autore e forse da lui letti»[2]. Il trattamento catalografico, ha tentato di dare un livello di descrizione approfondito dei documenti, per far emergere la loro valenza di fonti storiche attraverso le quali comprendere pienamente il profilo artistico-intellettuale del soggetto produttore.

La catalogazione nella base dati SBN e dell’afferente catalogo delle biblioteche del polo della Regione Lazio (opac del polo RL1) dei materiali bibliografici della Biblioteca Totiana ha seguito le procedure di cattura, o creazione di notizie bibliografiche secondo la Guida alla catalogazione in SBN, Materiale moderno (2016), Roma, 2016, le Regole italiane di catalogazione, Roma, 2009, la soggettazione con il Nuovo Soggettario e classificazione con la WebDewey Italiana.

Si è proceduto, in diversi casi, alla creazione di titoli analitici, essenziali e imprescindibili punti di accesso, per permettere all’utente di recuperare tutta la produzione intellettuale dell’autore, o sull’autore, contenuta nelle monografie e nei periodici da lui raccolti (opere poetiche, articoli, saggi, o interventi nell’ambito di convegni), integrando, conseguentemente, la bibliografia/repertorio esistente delle opere prodotte da Gianni Toti.

Alla catalogazione descrittiva, relativa ai dati dell’edizione, con i suoi diversi punti di accesso, è seguita, l’analisi dell’aspetto fisico del volume, della presenza di eventuale materiale paratestuale (sovraccoperte, fascette editoriali, schede bibliografiche di presentazione del volume, cartoline promozionali della casa editrice, etc.).

Per la compilazione delle note e delle informazioni di esemplare, registrate, rispettivamente, in precisazione d’inventario e nei diversi campi dei ‘Dati della copia’, sono state applicate e modulate le indicazioni operative e di metodo fornite dalle Linee guida sul trattamento dei fondi personali a cura della Commissione nazionale biblioteche speciali, archivi, e biblioteche d’autore, AIB WEB (versione 15.1, 31 marzo 2019), dalle Linee guida adottate in Archiginnasio per la descrizione degli esemplari (a cura di Laura Tita Farinella), e dalle REICAT, Parte I, cap. 7.

Successivamente alla registrazione degli elementi paratestuali si è proceduto a descrivere, nel campo ‘note e decorazioni,’ tutti i dati relativi alle peculiarità dell’esemplare, con note sulla condizione dell’esemplare, note di possesso, dediche autografe, segni di lettura, annotazioni, postille, segni grafici e glosse marginali, scritture inedite dell’autore (poetiche o in prosa), inserti vari conservati all’interno del libro (lettere manoscritte, e a stampa, innumerevoli fogli e foglietti di appunti, ritagli e articoli di giornale, cartoline, foto, programmi di rassegne cinematografiche, pieghevoli di spettacoli teatrali, brochure di mostre, conferenze, presentazioni, ed altri eventi). Laddove presenti, si è dato conto, in modo puntuale, anche delle citazioni e dei riferimenti a Gianni Toti nei testi delle pubblicazioni catalogate (benché non si tratti di dati di esemplare, ma di informazioni pertinenti, piuttosto, all’opera), per comunicare, soprattutto all’utente studioso di Gianni Toti, la presenza dell’autore disseminata nei volumi della sua biblioteca e non individuabile esaurientemente attraverso l’indice dei nomi alla fine delle pubblicazioni; cercando in tal modo di assolvere ad un progetto di valorizzazione della biblioteca d’autore che consiste, innanzitutto, «nella capacità di comunicare la raccolta, di darle voce e di renderla ‘leggibile’, permettendo agli studiosi di cogliere le stratificazioni  che  la  caratterizzano, la  sua  complessità, la  rete di  relazioni, i contesti a cui rinvia e in cui si è prodotta, di consentirne, per dirla con Crocetti una lettura come fosse un unico libro»[3]. Per ogni dedica e per ogni lettera sono stati indicizzati i nomi dei dedicanti, dei dedicatari, dei mittenti e dei destinatari. In merito agli inserti contenuti nei volumi, la scelta adottata dalla Biblioteca Totiana è stata di tenerli uniti ai libri assicurandone la descrizione, la tutela, la conservazione fisica, e un accurato trattamento organizzativo e gestionale nella fase della consultazione da parte degli utenti.

Significativa e, particolarmente evidente, nella Biblioteca Totiana è la volontà dell’autore di assegnare ai volumi un ordinamento che rispecchiasse i suoi molteplici interessi culturali, e insieme, anche, la volontà di auto-documentare, e testimoniare, la propria attività creativa, intellettuale, e politica, così come, le relazioni con i soggetti con cui è entrato in relazione, nella prospettiva consapevole e ideale di consegnare il suo archivio culturale a una futura memoria. L’autore stesso in quanto soggetto produttore della raccolta ha costantemente ‘guidato’ l’intervento catalografico nella scoperta delle molteplici tracce delle sue esperienze di lettura, e della sua presenza come autore nei periodici o nei volumi antologici di poesia, cinema, videoarte, letteratura, teatro. Da ‘regista’ segreto e invisibile ha predisposto il percorso di disvelamento di scritture poetiche inedite, di riflessioni mss. su questioni teoriche inerenti la scienza, la psicanalisi, la letteratura, il cinema, annotate e impresse negli spazi bianchi delle pagine. Così guidato dalle ben evidenti annotazioni manoscritte dei ‘numeri di pagina del volume + lettera T’ del cognome Toti (trascritte e ribadite, con una evidente «intenzionalità di autorappresentazione»[4], in copertina, sul dorso, sulle carte di guardia, nell’occhietto), si è sviluppato il lavoro di descrizione delle tracce d’uso e autodocumentazione dell’autore Gianni Toti.

La tipologia di collocazione scelta, nell’intento di mantenere inalterata la disposizione della biblioteca di Gianni Toti, è la collocazione dedicata alle sezioni tematiche individuate dal soggetto produttore in vita nel suo domicilio di Via dei Giornalisti 25 e già mantenute nel primo trasferimento presso La Casa Totiana in via Ofanto 18.

All’interno di ogni sezione i volumi sono collocati con numerazione crescente dal n. 1

Collocazione: Nome sezione + numero progressivo

Di seguito le sezioni catalogate:

Via Pacini (si tratta dei volumi provenienti dall’abitazione di GT in via Pacini, dove visse gli ultimi mesi della sua vita, trasferiti nell’appartamento in via Ofanto mantenendo l’ordine impresso dal soggetto produttore) 222 voll

Cinema 580 voll.

Psicanalisi 67 voll.

Scienze 262 voll.

Teatro 270 voll.

Musica 96 voll.

Storia della letteratura 685 voll.

Videoarte 237 voll.

Fotografia 58 voll.

Gianni Toti 332 voll.

Tra le criticità emerse, l’assenza, nell’attuale versione dell’opac del Polo RL1, dei campi di ricerca ‘collocazione’ e ‘descrizione dell’esemplare’. Peraltro, la procedura di interrogazione relativa al campo ‘note e decorazioni’ non è presente neanche nella versione di Sebina Next in uso nel polo. Ne consegue che i dati di esemplare possono, allo stato attuale, essere accessibili agli utenti come risultati, non previsti, di una ricerca effettuata su autore, titolo e/o soggetto, o di una ricerca a partire dal campo possessore in cui confluiscono  anche i dedicatari, i dedicanti, i mittenti e i destinatari, oltre che il possessore e la provenienza, oppure, infine, come risultato di una ricerca libera.

A seguire 2 esempi del campo note e decorazioni in cui è palpabile come attraverso le dediche autografe si ricompone una articolazione di legami amicali, intellettuali, letterari e ideologici in continuo divenire, specchio fedele dei rapporti intessuti da Gianni Toti con scrittori, artisti, critici cinematografici e letterari, case editrici, direttori di riviste, amici; e 1 esempio in cui la biblioteca d’autore si pone come spazio-tempo testimoniale di una esperienza di condivisione intellettuale, conoscitiva ed affettiva: l’atto di lettura di una stessa opera da parte dei due soggetti-produttori della Biblioteca Totiana, Gianni Toti e Marinka Dallos, e di cui entrambi lasciano traccia e memoria attraverso due annotazioni manoscritte autografe creando una stratificazione spazio-temporale esistenziale, e rivelando esemplarmente come «le  consuetudini  di  lettura e ri-lettura di carte e libri dispiegano giorno dopo giorno i loro effetti, scandiscono tappe dell’esistenza, accompagnano quotidiane emozioni.»[5]

 

J. CORTAZAR, Pameos y meopas, Barcelona, Ocnos, 1971

N. Inv. TOT 1534  VIA PACINI  GP 47

Note e decorazioni Sul recto della carta di guardia dedica di Julio Cortázar a Gianni Toti, datata ‘Paris '71’: «Gianni, tú eres uno de los culpables de esto (cfr. prólogo!). Por eso, y otras cosas un abrazo de tu Julio» - Numerose sottolineature a penna nel prologo. - Nel prologo Julio Cortazar si rivolge a Gianni Toti, José Agustin Goytisolo y Joachim Marco: «Hablan de mì, como si la culpa no la tuvieran Gianni Toti, José Agustin Goytisolo y Joachim Marco» (p.11). Le p. 93-114 sono ‘abbracciate’ da una busta ripiegata con lettera stampata con l'intestazione ‘Fama, conception e réalisation d'evénements artistiques’ inviata a Gianni Toti da Claude Namer, coordinador del ‘Ano Cortzar’, periodista y cineasta franco-uruguayano, datata ‘Paris, 27 de junio de 1994’

 

C. ZAVATTINI, La veritàaaa, Milano, Tascabili Bompiani, 1983

N. Inv. TOT 2068  CINEMA  CI 316

Note e decorazioni Nell'occhietto dedica autografa di Cesare Zavattini a Gianni Toti: «Caro Toti, spero sempre che mi telefoni, guarda che arrivo a fare una chiacchierata di 5 ore come quella volta di notte. Tuo Zavattini, ricordami alla consorte». - Nell'occhietto annotazione manoscritta con pennarello nero accompagnata dal numero di pagina cui essa fa riferimento: '149 - scrivanitas scrivanitatum!'. - A p. 149 l'espressione «Uomo Scrivanitas, scrivanitatum» è evidenziata in giallo

 

F. GARCIA LORCA, Nozze di sangue, Milano, Bompiani, 1942

N. Inv. TOT 3565  TEATRO  TE 118

Note e decorazioni Nell'occhietto nota di possesso manoscritta: "14.1.44 Gianni Toti". - A p. 186 sono presenti 2 annotazioni manoscritte, autografe, una a matita e, l'altra, a penna: ‘letto il 18-1-44 Gianni Toti’ ‘letto il 27-XI -1956 Marinka Toti

 

In conclusione, il lavoro di catalogazione ha tentato, con i propri strumenti, di mettere in luce il pensiero, le opere, le relazioni, l'itinerario creativo di un pensatore e di uno «scrittore di tutte scritture»[6], nella consapevolezza che «le singole componenti di un archivio d’autore acquistano pieno significato in un sistema di relazioni articolato e polimorfo»[7].

 

 


[1] A. MANFRON, Fondi personali in biblioteca, il caso della Biblioteca dell’Archiginnasio, in Il privilegio della parola scritta: gestione, conservazione e valorizzazione di carte e libri di persona, a cura di G. Di Domenico e F. Sabba, Roma, Associazione Italiana Biblioteche, p. 277

[2] L. CROCETTI, Memorie generali e memorie specifiche: alcune considerazioni sul fenomeno della proliferazione degli archivi letterari, «Biblioteche oggi», 17 (1999), n. 4, p. 24-27

[3] G. ZAGRA, Biblioteche d’autore in biblioteca: dall’acquisizione alla valorizzazione, «Antologia Viesseux», XIV, 2008, n. 41-42, p. 40

[4] C. DAMIANI, A. RICCI, «La mia professione, le mie attività, ciò che io più che altro sono stato, è qui»: carte e libri di Ugo Gregoretti tra conservazione consapevole e necessità di riorganizzazione, in Il privilegio della parola scritta: gestione, conservazione e valorizzazione di carte e libri di persona, a cura di G. Di Domenico e F. Sabba, Roma, Associazione Italiana Biblioteche, 2020, p. 84

[5] G. DI DOMENICO, Le ragioni di un nuovo convegno su archivi e biblioteche personali, in Il privilegio della parola scritta: gestione, conservazione e valorizzazione di carte e libri di persona, a cura di G. Di Domenico e F. Sabba, Roma, Associazione Italiana Biblioteche, Roma, Associazione Italiana Biblioteche, 2020, p. 10

[6] S. MORETTI, Schermo-Pagina, in Gianni Toti, o della poetronica, a cura di S. Lischi e S. Moretti, Pisa, ETS, 2014, p.32

[7] Linee guida sul trattamento dei fondi personali, a cura della COMMISSIONE NAZIONALE BIBLIOTECHE SPECIALI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE D’AUTORE, (versione 15.1 – 31 marzo 2019)