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Gli archivi della Biblioteca Totiana

Silvia Moretti

 

absTract: Presentazione dei fondi archivistici della pittrice e traduttrice Marinka Dallos (1929-1992) e del poeta, giornalista e poetronico Gianni Toti (1924-2007). Gli archivi – riconosciuti come d’interesse storico particolarmente importante – sono conservati ad Alatri (Frosinone) dall’Associazione Gottifredo APS che ha costituito la Biblioteca Totiana.

 PAROLE CHIAVE: Archivio d’autore – arte contemporanea – poesia contemporanea – videoarte – coppia artistica

 

Introduzione

La Biblioteca Totiana di proprietà dell’Associazione Gottifredo APS comprende il fondo librario e l’archivio personale del poeta, giornalista e videoartista romano Gianni Toti (1924-2007), noto anche come il padre della “poetronica”, e il fondo librario e l’archivio personale della pittrice naïf e traduttrice ungherese Marinka Dallos (1929-1992), sua compagna di vita. I fondi, dal 2009 custoditi presso l’associazione culturale La Casa Totiana a Roma, e ora presso i locali dello storico Palazzo Gottifredo di Alatri, sono stati donati all’Associazione Gottifredo dalla precedente proprietaria ed erede, Pia Abelli Toti, insieme al mobilio e agli oggetti appartenuti ai due artisti.

I fondi librari e gli archivi personali, che includono una videoteca, una fototeca e una discoteca, sono stati riconosciuti dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio come “beni di particolare interesse storico” (prot. n. 1756/09.02.02.01/179 in data 20 luglio 2010) e sono pertanto sottoposti a vincolo di interesse culturale ai sensi del D. Lgs. del 22 gennaio 2004 n.42.

I fondi riflettono le personalità e gli interessi dei due soggetti produttori e ricostruiscono il panorama artistico, creativo e intellettuale, non solo italiano, a partire dalla Seconda Metà del Novecento fino all’inizio del Terzo Millennio. La Biblioteca Totiana costituisce un unicum per consistenza e specificità del patrimonio conservato, presentandosi un polo di riferimento per studenti e studiosi di arti visive e letterarie e del Novecento in generale.

 

I soggetti produttori

Gianni Toti è stato un energico ricercatore e sperimentatore di linguaggi, tra parola, immagine, movimento. Nato a Roma nel 1924, è stato poeta, giornalista, scrittore, cineasta e dagli anni Ottanta autore di VideoPoemOpere. È conosciuto a livello internazionale come fondatore della “poetronica”, poesia che si esprime con i linguaggi dell’arte elettronica. Ha scritto e pubblicato poesia, due irromanzi, raccolte di racconti, saggi critici e reportages dal mondo; ha diretto un non-film (“E di Shaul e dei sicari sulle vie da Damasco” nel 1973) e alcuni mediometraggi e cinegiornali; ha realizzato oltre dodici opere in video, tra trilogie, videopoemi e videopoemetti, prima in Italia e dagli anni Novanta all’estero, soprattutto in Francia. Ha animato dibattiti, ha fondato e diretto riviste, tra cui “Lavoro” il rotocalco della CGIL e il longevo trimestrale “Carta Segrete”, e ideato collane editoriali, tra cui “I taschinabili” per le edizioni Fahrenheit 458; ha tradotto letteratura ungherese insieme alla compagna Marinka Dallos ed è stato il primo traduttore delle poesie di Cortàzar.

Marinka Dallos nasce nel 1929 a Lőrinci, in Ungheria. Nel 1949, durante l'incontro mondiale della gioventù comunista a Budapest, conosce il poeta italiano Gianni Toti che sposa l’anno dopo. Insieme traducono molti poeti ungheresi tra cui Attila Jòzsef e Miklós Radnóti. Inizia a dipingere a partire dagli anni Sessanta.  Nel 1974 fonda, insieme ad altri pittori romani, Amelia Pardo, Graziolina Rotunno, Alfredo Ruggeri, Maria Vicentini, il gruppo dei “Romanaïf” e pubblica una raccolta di saggi teorici sul fenomeno naïf.

I suoi dipinti sono esposti nelle collezioni di vari musei (tra cui La Halle Saint Pierre di Parigi, il museo Anatole Jakovsky di Nizza, il Magyar Naiv Müveszek di Kecskemét, il Museo Internacional de Arte Naïf in Spagna e il Museo di Arti Naïf di Luzzara), altri sono custoditi in raccolte private. La collezione più significativa di sue opere è conservata dall’Associazione Gottifredo stessa.

 

La consistenza dei fondi archivistici Toti e Dallos

L’archivio Toti e Dallos si sviluppa per complessivi 53 metri lineari, di cui 50 circa afferenti all’attività di Toti e 3 all’attività di Marinka Dallos.

Nei vari traslochi gli archivi non hanno subito nessuna azione di scarto pur assumendo fisionomie differenti rispetto all’originale disposizione dell’appartamento della coppia in Via dei giornalisti 45, a Roma, rimasto nella memoria per aver libri e opere a tutte le pareti e manifesti attaccati ai soffitti.

L’archivio di Marinka Dallos consiste di:

  • 5 album con riproduzioni fotografiche b/n e a colori, vari formati, delle sue opere pittoriche;
  • 1 busta di cartoline e francobolli;
  • 6 buste di corrispondenza professionale;
  • 2 buste di corrispondenza privata;
  • 6 quaderni di firme di visitatori delle mostre;
  • 2 raccoglitori con inviti alle mostre;
  • 2 buste di cataloghi delle mostre (1968-1990);
  • 2 cartelle con bozzetti, disegni e materiali fotografici b/n e a colori, vari formati e tecniche;
  • 9 raccoglitori e un fascicolo con materiale a stampa;
  • 3 buste di ritagli stampa (1965-1973).

Ad essi si aggiungono opere e disegni, 1 collezione di bambole, oggetti d’uso decorativo e mobilio.

Questa prima lista inventariale è stata realizzata dalla società RomArchivi nel 2010. Tra il 2012 e il 2016 l’archivio di Marinka Dallos è stato oggetto di un censimento più puntuale da parte di due studiose ungheresi, la storica dell’arte Mirjam Dénes e la traduttrice Andrea Renyi.

 

Quanto all’archivio di Gianni Toti, sulla base della lista inventariale di RomArchivi esso consiste di:

  • 15 faldoni di corrispondenza (1940-2006), oggetto di una prima descrizione di consistenza nel 2019-2020;
  • 3 buste di tessere e inviti e 1 busta di cartoline;
  • 1 busta di “Miscellanea personali infanzia” e documenti sciolti e raccolti all’interno di n. 1 borsa e 1 busta di “Miscellanea personali adulto”;
  • 1 scatola di disegni inediti, solo in parte descritti e scansionati, schizzi, ritratti per un totale di circa 1336 pezzi;
  • 20 unità circa di Premi e diplomi di GT;
  • 33 agende e 11 agendine e rubriche;
  • 7 buste di indirizzi e numeri telefonici, buste da lettera e biglietti da visita;
  • 30 buste, 100 quaderni, 11 ml di carte sciolte, di scritti e lavori di GT (bozze manoscritte e dattiloscritte dal 1940-2006): tra essi racconti, ma soprattutto poesie quotidiane da Toti stesso numerate per decine di migliaia.
  • 1 cassetto di diari personali (1938-1945);
  • 4 cassetti di appunti manoscritti su fogli di piccolo formato (bloc-notes tascabili), in parte carta sciolte, in parte fascicolati in raccolte tematiche;
  • 10 metri lineari di pubblicazioni di e su GT (volumi, almanacchi di poesia, articoli e citazioni), catalogate da RomArchivi nel 2010-2012. La serie costituisce una sezione del fondo librario;
  • 8 metri lineari di scritti giornalistici, articoli, interviste, recensioni di vario argomento;
  • 1 metro lineare di carte sciolte di soggetti cinematografici;
  • Ritagli stampa, fotocopie e opuscoli: 6 buste di argomento “Narrativa e poesia”; 5 buste di “Storia, politica, economia”; 8 buste di “America centrale e meridionale”; 1 busta di “Letteratura”; l busta di “Fotografia”;
  • 3 buste di materiali sul film di GT “E di Shaul e dei sicari sulle vie di Damasco” (ritagli stampa, programmi);
  • 14 buste di “Miscellanea”.

 

Il 60% dei documenti è stato oggetto di schede inventariali di dettaglio da parte di Ander Gondra Aguirre e della sottoscritta tra il 2012 e il 2015.

Appartengono all’archivio anche: un fondo speciale/discoteca di circa 300 vinili, 500 cd e 1 scatola di audiocassette, non ancora catalogati; una fototeca che comprende oltre un migliaio di fotografie scattate da Toti e ritraenti Toti e numerose personalità di rilievo del Novecento (Pasolini, Moravia, Zavattini, ma anche Marguerite Duras, Che Guevara…) non ancora digitalizzate; una videoteca con alcune vhs raccolte da Gianni Toti (200 pezzi) e la collezione delle sue opere in formati vhs, beta e umatic (per un totale di circa 224 pezzi), già digitalizzati dall’Associazione Home Movies - Archivio Nazionale del film di famiglia e disponibili per la visione degli utenti.

 

Riflessioni metodologiche e interrogativi

Seppur considerate unità distinte a cui riservare trattamenti specifici in termini catalografici e di tutela, la componente libraria e quella documentale-archivistica non possono essere considerate separate: le biblioteche d’autore costituiscono la rappresentazione, sempre incompleta ma evidente, dei percorsi di conoscenza e apprendimento da parte dei soggetti produttori. I libri, soprattutto per le figure del Novecento, sono i primi materiali intervenuti nello sviluppo del pensiero e del linguaggio creativo degli autori, prova e traccia – dalle sottolineature alle numerose postille e note manoscritte – delle letture che hanno svolto.

Nel caso della Biblioteca Totiana, il fondo librario di Marinka Dallos è costituito da 167 volumi, perlopiù rappresentati da monografie d’arte e cataloghi di esposizioni di arte naïf, mentre il fondo di Gianni Toti si compone di oltre 15.000 volumi, suddivisi dall’autore stesso in vita in 22 sezioni.

Come per la parte documentale, emerge con forza anche per la componente libraria la differenza dimensionale tra i due fondi. Se da una parte l’archivio di Marinka Dallos si è sviluppato in meno anni di attività (1950-1992), dall’altra parte porta alla luce il tema delle differenti modalità e prassi di conservare (o meno) la traccia della propria attività che ogni soggetto applica partendo da processi primari di riconoscimento di sé e di uno stato di necessità di lasciare (o meno) la propria memoria. Su questi processi, soprattutto per fondi del XX secolo, agiscono tratti personali ma anche dinamiche culturali e di genere. Ciò che rimane incontestabile è che nel caso di fondi distinti di soggetti che hanno condiviso esperienze, vita e spazi abitativi, come nel caso della coppia Toti-Dallos, è opportuno che i confini dei due fondi siano abbattuti, se non a livello catalografico, almeno a livello critico. Un libro dell’uno può essere stato tra le mani dell’altro o materia di conversazione; in un’unità archivistica possono esserci tracce, scritti e documenti di pugno dell’altro. Vuoti e pieni di informazioni hanno lo stesso peso quando da ricercatori siamo chiamati a metterci in relazione con fondi archivistici. Se la catalogazione archivistica organizza la materia documentale attraverso approcci che procedono dal generale al particolare, dove sempre più si tende a conservare il primo ordine in cui i materiali sono stati conservati, la consultazione dei database consentita dalla tecnologia favorisce le relazioni orizzontali, diagonali, trasversali tra i documenti grazie a interrogazioni per lemmi, anni, temi promuovendo l’intercomunicabilità tra i fondi della coppia.

Nell’azione di tutela, attivazione e valorizzazione degli archivi diventa pertanto necessario operare parallelamente sullo spazio fisico e sullo spazio digitale con l’obiettivo di aumentare l’accessibilità e la fruibilità del patrimonio, a maggior ragione quando la collocazione dei beni si trova in territori più periferici. Per la Biblioteca Totiana il rapporto centro – periferia è centrale: il passaggio da Roma ad Alatri, avvenuto nel 2021-2022, rappresenta una grande opportunità per il territorio del frusinate ma sta richiedendo un forte investimento di risorse e di energie per rendere l’archivio un attrattore effettivo per gli abitanti del territorio. 

I prossimi interventi per gli archivi della Biblioteca Totiana saranno mirati ad una espansione degli spazi per una migliore collocazione delle unità documentali; interventi di catalogazione e digitalizzazione per rendere gradualmente fruibile l’archivio attraverso una piattaforma online; reperimento di fondi funzionali ad intervenire a livello conservativo con standard tecnologici correnti. Oggi la disponibilità di tecniche e tecnologie di digitalizzazione più avanzate – mi riferisco in particolare alla digitalizzazione di pellicole e supporti magnetici quali umatic e di beta - ci dà la possibilità e ci richiede di intervenire nuovamente sui materiali per una loro migliore conservazione, in un processo di tutela e valorizzazione permanente. Gli archivi sono organismi vivi e vivo e urgente – in ambito pubblico e tantopiù in ambito privato - è il tema delle risorse umane, materiali e gestionali da dedicare per garantire loro tutela, conservazione e attivazione di buone pratiche di valorizzazione e rigenerazione.

 

Bibliografia

Gianni Toti o della poetronica, a cura di S. Lischi, S. Moretti, Pisa, ETS, 2012.