Da John Latta, Some Alphabets
Di prossima pubblicazione presso Agincourt Press, New York
Traduzioni di Gianluca Rizzo
SLIPPERY AND WRIT
Not ‘the thesis of the
Plentifullest John’ by Wallace Stevens,
My hiking in fleabane’d flats
Of seiche-shrunk tributaries to
A lake long with light
And slippery, seeking vestigiae
Dei, pawprints of the Gods.
And finding ‘thine Eie is
Cloid with its seeing,’ finding
‘Spite of thy hap, hap
Hath wel hapt’ and what
Exhausts is complicity, that tandem
Of what is writ blank,
Summery, and furious, writ in
A Beam of Sunne by
The finger of God himself.
Scivoloso a chiare lettere[1]
Non ‘la tesi del sovrabbondante
John’[2] di Wallace Stevens,
Questo mio camminare fra pulicarie su piane
di tributari rattrappiti da onde di sessa
verso un lago lungo di luce
e scivoloso, in cerca di vestigiae
Dei, impronte di zampe divine.
E imbattersi ne ‘il tuo occhio è
offuscato dalla vista’,[3] imbattersi in
‘Spregio di tua sorte, sorte che
È ben venuta’ e quel che
Ne esala è complicità, quel paio
Di cose lasciate in bianco,
Estivo, e furioso, scritto su
Un Raggio di Sole dal
Dito di Dio stesso.
HUBBUB
Arrest’d in lieu of to-
Do at end of day:
That diaspora involved with filmmaking.
Flaunting of the Arab burnoose
Increasingly view’d as incompatible culture-
Straddling, a ridge called Anthology.
It, unlike th’emergent, is task
Only to those who hold
To God’s normal hubbub of
Routine empire: pointy and rubber,
Bras and girdles. Such constraints
Oft’ doff’d as difference, that
Between a noun and a
Means of living. All that
Versus the history of science:
Texts untouched, or only peripherally.
Baraonda
Fermato in luogo del da-
Farsi alla fine della giornata:
Quella diaspora inclusa nel far cinema.
A sfoggiare quel burnus arabo
Visto sempre di più come cultura incompatibile-
A cavallo, un crinale detto Antologia.
Quello, a differenza dell’emergente, è compito
Solo per coloro che seguono
La normale baraonda di Dio,
L’impero di routine: appuntito e di gomma,
Reggiseni e busti. Tali vincoli
Spesso dismessi come differenza, quella
Fra un sostantivo e un
Mezzo di sostentamento. Tutto questo
Contro la storia della scienza:
Testi intonsi, o solo marginalmente.
KNOB’D
Knob’d, swell’d, and tumescing, I
Reach for th’insessorial itch. I
Consider form as an imp
Position, a means to regulate
A hole wherein we see
Our deaden’d selves with a
Scribble of not-so-indifferent
Light in our eyes. How
Big need be the story
Of our knots and libels,
Our avid manners polished-out,
Our ‘foetidas and gooes’? How
Big need be our sound
Before bespoken be its name.
In the sweet commonwealth of
Little bees, not so big.
Bitorzoluto
Bitorzoluto, gonfio, tumescente. Mi
Gratto il prurito insessore. Mi
Pare, la forma, un’imposizione
Gnomesca,[4] un mezzo per regolare
Un buco nel quale vediamo
Noi stessi morenti con uno
Scarabocchio di luce
Non-indifferente negli occhi. Ma
Quanto deve essere grande la storia
Dei nostri nodi e delle diffamazioni,
Quelle maniere avide e rifinite,
I nostri ‘foetori e umori’? Ma
Quanto deve essere grande il suono
Prima che si possa pronunciare il suo nome.
Nel dolce consorzio di
Piccole api, non tanto grandi.
VOLCANIC
Volcanic against the fugg, you
Offer yourself up, a palpable
Orange in a flux of
Whiches. Nomina sint numina, oh
You shimmering monkey! Fidelity to
A discourse bangs up against
Fatuity—you cannot be th’eponymous
Hero if the novel’s unnamed.
I’ll call you Lud of
The estuaries and harborage, I’ll
Call you Dapple in confluity,
Yours, Etc. in the scriptorium.
Here in the village of
Ystpytty Ystwyth—Yellow’d Robes of
The Sun. Heap up found
Things all around our wound.
Vulcanico
Vulcanico sullo sfondo di nebbia,[5] tu
Ti dai in offerta, un’arancia
Palpabile nel flusso di
Perché. Nomina sint numina, oh
Scimmietta mia luccicante! Fedeltà
A un discorso cozza contro
Fatuità—non puoi essere l’Eroe
Eponimo se il romanzo è anonimo.
Ti chiamerò Lud degli
Estuari e dell’approdo, ti
Chiamerò Dapple in confluità,
Tuo, Etc. nello scriptorium.
Ystpytty Ystwyth—Vesti ingiallite del
Sole. Ammucchia oggetti trovati
Tutto intorno alla nostra ferita.
[1] L’originale gioca su una frase comunemente usata su avvisi e cartelli affissi in ambienti pubblici, marciapiedi, stazioni: “slippery when wet”, e cioè “attenzione, scivoloso se bagnato”. Al bagnato (“wet”) dei cartelli, si sostituisce “writ”, che è una forma arcaica di “written”, cioè participio passato del verbo scrivere, e dunque “scritto”. Anche questa seconda metà appartiene a una frase idiomatica: “writ large”, cioè “scritto a chiare lettere”.
[2] Si tratta di una citazione dalla poesia intitolata “Description Without Place”, naturalmente di Wallace Stevens.
[3] In questo (e altri) passaggi virgolettati o in corsivo, Latta adotta uno spelling inconsueto e arcaizzante, che ricorda classici della letteratura rinascimentale o barocca. In italiano è impossibile riprodurre queste anomalie allografiche, e del resto si è resistita con forza la tentazione di includere vocaboli peregrini e antiquati, che avrebbero avuto l’unico risultato di appesantire il verso.
[4] L’inglese divide la parola “imposition”, imposizione, su due versi, ricavandone una “imp / position”, e cioè una posizione da “imp”, che vuol dire “folletto, spiritello maligno”. In italiano si è perso il gioco di parole, ma si è conservato il senso.
[5] L’originale “fugg” è un’altra di quelle varianti allorafiche e non attestate di cui abbiamo detto. In italiano, si è reso con più ortografica “nebbia”. “Lud”, “Dapple” e “Ystpytty Ystwyth”, che si leggono più sotto, sono tutti nomi propri di origine incerta, tranne Ystpytty Ystwyth, che è un paesino del Galles.