p. 30-45 > Poesie scelte di Ignacio Vleming

Poesie scelte di Ignacio Vleming

Traduzione di Leonardo Vilei

 

Da Clima artificial de primavera (2012)

Effetti del cambiamento climatico sui quadri del museo

Oltre la cornice si intravede un paesaggio dai tratti concisi. I mulini a vento, i sentieri

          sinuosi, i boschi e gli orti sotto un cielo di nubi.

Cinque secoli di Storia non hanno putrefatto i fiori del ruscello.

Con stupore, curatori e specialisti studiano il fenomeno:

ammirano come il tempo non sortisce i suoi effetti su questo primitivo fiammingo dai

          precisi ed esatti volumi.

 

Di colpo piove un giorno dentro al quadro. La diga tracima e inonda i canneti.

          Le case annegate, rotte le pale dei mulini, il cielo annerito da un’ombra

          di fumo. Ardono le staccionate,

i tori si rifugiano al bordo della tela e i personaggi chiedono aiuto, però sono così

          minuti che il vigilante non riesce a sentirli.

 

Allora un turista divisa del fuoco all’interno del quadro e lesto comincia a soffiare con forza

          e a agitare la mano,

però il fuoco si attizza con violenza.

 

Finalmente suona l’allarme, giunge il curatore e con un secchio d’acqua spegne le fiamme e

         infradicia il quadro.

 

Non marciranno i fiori ad olio; solo saranno cenere, macchie di fuliggine nel museo.


Efectos del cambio climático en las pinturas del museo

 

Detrás del marco se divisa un paisaje de trazos breves. Los molinos de viento, los caminos

          en ese, los bosques y las huertas bajo un cielo de nubes.

Cinco siglos de Historia no han marchitado las flores del arroyo.

Con estupor, conservadores y especialistas estudian el fenómeno:

admiran cómo el tiempo no ejerce su tortura sobre este primitivo flamenco de precisas y

           exactas dimensiones.

 

De pronto llueve un día dentro del cuadro. El dique se desborda e inunda los juncales. Las

           casas anegadas, rotas las aspas de los molinos, el cielo ennegrecido por una sombra

           de humo. Arden las cuadras,

las reses se refugian en el borde del lienzo y las personas piden auxilio, pero son tan

           pequeñas que el vigilante no consigue oírlas.

 

Entonces un turista descubre el fuego dentro del cuadro y rápido comienza a soplar muy

          fuerte y a agitar la mano,

pero el fuego se aviva con violencia.

 

Por fin salta la alarma, llega el conservador y con un cubo de agua apaga llamaradas y

          empapa la pintura.

 

No se marchitarán las flores de óleo; solo serán ceniza, manchas de hollín en el museo.

 

Da Cartón fósil (2016)

L’ostinata innocenza del cuore

 

I

 

Pensa che oggi compi dieci anni.

I bambini si travestono

            da genitori

e tu da bambino: ginocchiere, apparecchio e un pallone.

La terra quadricolata quando si decidono le

            regole dei giochi,

norme che fanno dei coriandoli

            la predizione più esatta del futuro.

 

Hai cominciato quest’oggi a dipingere l’universo con le tue

matite,

da un luogo senza ferite che apre centri commerciali e

            zone industriali.

Il sole tramonta dietro il parking sotto alle auto e gli uccelli:

non vi è natura meno selvaggia di questo giardino asfaltato.

 

Fuori le ombre raggiungono l’inquietante lunghezza di

            una pertica.

Dopo una grande vetrina, la festa di compleanno tra le

            risa.

 

II

 

Non conosco le frontiere del cielo, della città o del

            corpo.

Posso correre attraverso infiniti campi aperti di

            cespugli.

Spigoli e verticali tracciano la geometria dello sfratto.

Le nubi hanno qui peso di cemento e forma di

            miniera.

 

Il mio unico crimine consiste nel cacciare cavallette a

            pietrate,

seppellirle moribonde

in una vecchia scatola di cartone.

 

Il tramonto disegna autostrade solitarie di diamanti.

Credo che sarò capace di accarezzare l’umanità con le mie

            dita.

Da dietro questa grande finestra la luce elettrica illumina la

            distanza.

 

Non ho ancora mai distrutto nulla di valore incalcolabile per me.

 

 

La obstinada inocencia del corazón

 

I

 

Piensa que hoy cumples diez años.

Los niños tienen disfraces

           de sus padres

y tú lo tienes de niño: rodilleras, ortodoncia y un balón.

La tierra cuadriculada cuando se pactan las reglas de los juegos,

normas que hacen del confeti

           la predicción más exacta del futuro.

 

Has comenzado este día a pintar el universo con tus lápices,

desde un lugar sin heridas que abre centros comerciales y polígonos.

El sol se pone detrás del parking, bajo los coches y los pájaros:

no hay naturaleza menos salvaje que este jardín asfaltado.

 

Fuera las sombras alcanzan la inquietante longitud de una pértiga.

Tras un gran escaparate, la fiesta de cumpleaños entre risas.

 

II

 

No conozco las fronteras del cielo, de la ciudad o del cuerpo.

Puedo correr sin cansarme infinitos descampados de matojos.

Aristas y verticales trazan la geometría del desahucio.

Las nubes tienen aquí peso de hormigón y forma de cantera.

 

Mi único crimen consiste en cazar los saltamontes a pedradas,

y enterrarlos moribundos

dentro de una vieja caja de cartón.

 

El anochecer dibuja autopistas solitarias de diamantes.

Creo que seré capaz de acariciar todo el mundo con mis dedos.

Tras este gran ventanal la luz eléctrica alumbra la distancia.

 

Aún no he destruido nada de valor incalculable para mí.

 

Impressione di freddo tra i mobili vecchi

 

Nell’introdurre la mano

tra le fessure dei mobili,

territorio dimenticato degli acari,

dove non giunge il rumore degli uomini

e si perdono le parole tra la polvere,

scopri una consistenza tiepida, sigillosa, astratta,

di pelucchi e carne in una volta,

come di peluche anni fa abbandonato

da un bambino invecchiato di colpo.

 

Non ti spaventare,

accarezza soavemente la pelle muta delle ombre,

prendila con la tenerezza con cui prendi

la mano del tuo amante

            nel ricordo,

esumala dal parquet

e vedrai che non era niente

            se non l’impressione di freddo

quando hai chiuso gli occhi.

 

 

Impresión de frío entre los muebles viejos

 

Al introducir tu mano

entre el hueco de los muebles,

territorio olvidado de los ácaros,

adonde no llega el ruido de los hombres

y se pierden las palabras entre el polvo,

descubres una textura tibia, sigilosa, abstracta,

de pelusa y carne al mismo tiempo,

como de peluche hace años abandonado

por un niño que envejeció de repente.

 

No te asustes,

acaricia suavemente la piel muda de las sombras,

cógela con la ternura con la que coges

la mano de tu amante

          en el recuerdo,

exhúmala del parqué

y verás que no era nada

          sino la impresión de frío

cuando has cerrado los ojos.


Piano urbanistico

 

Osservi nella città dormitorio

un equilibrio sottile tra ampiezza e densità,

            tra pubblico e privato,

che congela i polmoni di un passero.

 

Nessuno ti viene incontro

in questo plastico in scala uno a uno,

esatta riproduzione della pianta urbana.

Prospettive di lampioni con cui avranno sognato

gli architetti antichi.

L’azzurro delle piscine riflette l’azzurro del cielo,

            nitido,

come aspirato dal tubo di un aereo.

Ti basterebbe la forza di un dito

per reggere tutto il peso delle sue case,

            dei suoi parchi giochi,

                        dei suoi cartelli stradali

perfettamente ordinati.

Solo un dito,

perché questa città,

leggera come gli aeroporti,

rende felice l’adulto che dorme dietro le finestre.

 

 

Plan de urbanismo

 

Observas en la ciudad dormitorio

un equilibrio sutil entre anchura y densidad,

        entre público y privado,

que congela los pulmones de un gorrión.

Nadie sale a recibirte

en esta maqueta escala uno por uno,

exacta reproducción de la planta.

Perspectivas de farolas con las que habrían soñado

los arquitectos antiguos.

El azul de las piscinas refleja el azul del cielo,

        nítido,

como aspirado por el tubo de un avión.

Te bastaría la fuerza de un dedo

para aguantar todo el peso de sus casas,

         de sus zonas infantiles,

                  de sus señales de tráfico

perfectamente ordenadas.

Sólo un dedo,

porque esta ciudad,

ligera como los aeropuertos,

hace feliz al adulto que duerme tras sus ventanas.


Non piangono solo gli dei

 

«Un rilievo privo di valore,

fabbricato e smaltato in serie da una macchina,

anni fa si mise a piangere per tutti i peccatori».

Una certa nota per increduli nella guida di Siracusa

aggiunge quanto segue:

«le sue lacrime significano ben più che amore o paura,

sono un avvenimento indiscutibile,

un miracolo di grande belleza,

            di gran espressività scientifica,

come ha potuto comprovare un ateo,

invitato dalla Chiesa a testimoniare l’accaduto».

 

I fedeli vengono da ogni angolo di Sicilia,

attraverso paesaggi antichi abitati dalle ninfe,

recano offerte ed ex voto,

ci sono più di trenta vestiti da sposa,

            stampelle,

                             sedie a rotelle,

qualcuno assicura di aver superato un cancro terminale.

 

Nessuna epifania è per sempre,

sebbene ti possa convincere la pietà

dell’umile Madonnina delle Lacrime.

Non piangono solo gli dei,

            piangono anche le statue.

 

 

No sólo lloran los dioses

 

«Un relieve sin valor material,

fabricado y esmaltado en serie por una máquina,

hace años se echó a llorar por todos los pecadores».

Cierta nota para incrédulos en tu guía de Siracusa

añade lo siguiente:

«sus lágrimas significan mucho más que amor o miedo,

son un acontecimiento indiscutible,

un milagro de gran belleza,

            de gran expresividad científica,

como pudo comprobar un ateo,

invitado por la Iglesia para dar fe de los hechos».

 

Los fieles vienen de todos los rincones de Sicilia,

cruzan paisajes antiguos habitados por las ninfas,

traen ofrendas y exvotos,

hay más de treinta vestidos de novia,

            muletas,

                        sillas de ruedas,

alguien que jura haber superado un cáncer terminal.

 

Ninguna epifanía es para siempre,

aunque pueda convencerte la piedad

de la humilde Madoninna delle Lacrime.

No sólo lloran los dioses,

            también lloran las estatuas.

 

 

A tempo ordinario

 

Sono le sette e i giardinieri seminano l’alba di un giorno a forma di orologio.

Alle nove ci sono ancora auto che circolano in senso contrario a quello indicato dai segnali.

 

Alle dieci alcuni adolescenti, temerari, stanno ancora congelati dalla lava.

 

Alle tre un anziano spaventa il tempo quando chiude le persiane per schiacciare un pisolino.

 

Alle quattro il marmo dei palazzi si licua in sudore e lacrime di marionette riposte negli stipi.

 

Sono le sette e per la prima volta si baciano due innamorati languidi come sere di domenica.

 

Alle otto il vento dirige euforico un concerto per viola mescolando partiture.

 

Alle dieci il sonno giunge di colpo e in molti si addormentano sui piatti di minestra.

 

Alle undici c’è chi insegue l’amore in discoteche alla moda che coltivano nostalgie.

 

Alle due ti domandano l’età e rispondi gli stessa trenta di ieri, gli stessi di adesso.

 

Nel frattempo, di continuo, le monache benedettine si alternano a pregare senza sosta,

            per te,

e ti senti meno solo.

 

 

A tempo ordinario

 

Son las siete y los jardineros siembran el amanecer de un día con la forma de un reloj.

 

A las nueve aún hay coches que circulan en el sentido contrario al que marcan las señales.

 

A las diez algunos adolescentes, temerarios, permanecen congelados por la lava.

 

A las tres un anciano asusta al tiempo cuando cierra las persianas para dormirse la siesta.

 

A las cuatro el mármol de los palacios se licua en sudor y lágrimas de marionetas guardadas.

 

Dan las siete y por primera vez se besan dos enamorados lánguidos como tardes de domingo.

 

A las ocho el viento dirige eufórico un concierto para viola mezclando las partituras.

 

A las diez el sueño llega sin tregua y muchos caen dormidos sobre los platos de sopa.

 

A las once hay quien persigue el amor en discotecas de moda que preparan la nostalgia.

 

A las dos te preguntan por la edad y dices los mismos treinta de ayer, los mismos de ahora.

 

Mientras tanto, todo el tiempo, las monjas benedictinas se turnan para rezar sin pausa,

            por ti,

y te sientes menos solo.

 

Domanda pertinente

 

Volando sull’oceano pensi

            all’immensità,

ai mille di milioni di anni luce

            di incertezza

                        di distanza.

Ai limiti remoti dello spazio.

E anche all’invisibilità

alla meccanica quantistica

che mantiene le particilecelle elementari unite.

 

Ti soffermi sulle inezie,

su ciò che diranno i tuoi quando sarai di nuovo a casa

sui piccoli fallimenti dell’ultimo anno,

            sui successi,

sui ricordi che segnano

la progressiva estinzione della vita.       

 

Malgrado tutto,

            chi sei tu?

La somma di migliaia di atomi in costante movimento.

 

Passa il carrello che espone panini e bevande,

ti chiedono cosa desideri e rispondi:

«Quanto manca  prima che finisca il cielo?».

 

Pregunta pertinente

 

Volando sobre el océano piensas

            en la inmensidad,

en los miles de millones de años luz

          de incertidumbre,

                   de distancia.

En los límites remotos del espacio.

Y también en lo invisible,

en la mecánica cuántica

que mantiene a las partículas elementales unidas.

 

Te detienes en lo mínimo,

en qué dirás a tus padres cuando regreses a casa

en los pequeños fracasos del último año,

           en los éxitos,

en los recuerdos que marcan

la paulatina extinción de la vida.

 

Pese a todo,

          ¿qué eres tú?

La suma de miles de átomos en constante movimiento.

 

Pasa el carrito que ofrece bocadillos y bebidas,

te preguntan que deseas y respondes:

«¿Cuánto queda para que se acabe el cielo?».

 

Note biografiche

Ignacio Vleming (Madrid, 1981) è autore delle raccolte poetiche Clima artificial de primavera (V Premio de Poesía Joven “Pablo García Baena”; La Bella Varsovia, 2012) e Cartón fósil (La Bella Varsovia, 2016) oltre che di un quaderno di esercizi sull’arte, Inspiración instantánea (Modernito Books, 2013), e di un singolare saggio costruito attorno a dei personaggi, Fisura (Ediciones Rua, 2018), che riflette sull’uso potenziale degli spazi interstiziali della città. Il suo ultimo libro, El pingüino Pepito (La Bella Varsovia, 2019) è invece dedicato all’universo infantile, con una proposta che mescola poesia e illustrazioni. Ha inoltre tradotto dall’italiano testi poetici di Michelangelo Buonarroti e Jacopo Sannazaro, raccolti nell’antologia Sextinas. Pasado y presente de una forma poética (Hiperión, 2011) e, insieme a Leonardo Vilei, La muchacha Carla di Elio Pagliarani (La Bella Varosvia, 2017).

Laureato in Storia dell’arte e Scienze della Comunicazione all’Universidad Complutense di Madrid, scrive abitualmente di viaggi, architettura, arte e spettacoli per diversi media spagnoli, nonché di fotografia per l’importante collezione fotografica della Fondazione Mapfre di Madrid. Dal 2017 al 2019 ha inoltre scritto e condotto un programma radiofonico in cui trovava spazio tutto ciò che si muove alla periferia dell’arte: design, pubblicità, fumetti, illustrazioni, circo, marionette, creazione sonora e altre varie ed eventuali forme espressive. È infine un esperto tra i più preparati di quanto accade o accadeva a Madrid e di come le metropoli vadano stanate in tutta la loro complessità, per essere comprese senza pregiudizi di sorta.

In virtù del suo interesse per ciò che unisce la parola e le immagini, da alcuni Vleming si è anche occupato della consulenza artistica o drammaturgica di progetti scenici o di installazioni. Tra gli altri, ricordiamo la sua partecipazione in diversi progetti dell’ AVA Dance Company: Balikbayan (2013), Provisional landscapes (2014), Evidencia (2015) o Uki –survivor– (2018).

Ha partecipato a numerosi festival con letture e presentazioni. Alcuni suoi testi poetici, reportage e conferenze sono state tradotti in inglese, italiano, cinese, ebraico e portoghese.

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