p. 3-8 > Il caso dell'Archivio Elio Pagliarani

Recupero e trattamento degli archivi personali moderni:

il caso dell'Archivio Elio Pagliarani

Marco Biasiotti

 

ABSTRACT

L’Archivio Elio Pagliarani è costituito da circa ventuno faldoni di varia natura che vanno dagli anni Quaranta del Novecento fino al 2006 ed oltre ed è quanto mai vario: manoscritti, dattiloscritti, bozze, carteggi, annotazioni, appunti, fotografie, cartoline, ritagli di giornale, manifesti, locandine, inviti. Un esempio perfetto delle problematiche conservative presentate da un archivio di questa tipologia.

Nel 2008 è stato avviato un progetto di recupero e restauro con l’individuazione di due faldoni, per un totale di circa 1400 carte, in condizioni conservative precarie: il Faldone “teatro” e il Faldone “miscellanea”.

La sequenza delle operazioni evidenzia la logica dell’intervento: dalle operazioni preliminari, in cui si approcciano i documenti sia da un punto di vista documentale che diagnostico, ai primi interventi diretti, propedeutici alle fasi successive; la rimozione, seppur imperfetta, delle cause di degrado, ha permesso poi di poter intervenire direttamente sulla “fisicità” degli oggetti, per ripristinarne l’integrità e la funzionalità, adeguando le scelte operative alle diverse esigenze di una raccolta tanto eterogenea; infine, la realizzazione di un apparato di condizionamento, funzionale e conservativamente adeguato, capace di preservare gli esiti dell’intervento.

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The Elio Pagliarani Archive is made up of about twenty-one folders of various nature ranging from the 1940s to 2006 and beyond and is extremely varied: manuscripts, typescripts, drafts, correspondence, annotations, notes, notes, photographs, postcards, clippings of newspaper, posters, posters, invitations. A perfect example of the conservation problems presented by an archive of this type.

In 2008, a recovery and restoration project started with the identification of two folders, about 1400 cards, in precarious conservation conditions: the "teatro" folder and the "miscellanea" folder.

The sequence of operations highlights the logic of the intervention: from the preliminary operations, in which the documents are approached both from a documentary and diagnostic point of view, to the first direct interventions, preparatory to the subsequent phases; the removal, albeit imperfect, of the causes of degradation, has then made it possible to intervene directly on the "physicality" of the objects, to restore their integrity and functionality, adapting the operational choices to the various needs of such a heterogeneous collection; finally, the creation of a conditioning apparatus, functional and conservatively adequate, capable of preserving the results of the intervention.

 

KEYWORD

Archivi personali - Supporti moderni - Mediazioni grafiche moderne - Conservazione - Restauro – Condizionamento

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Personal archives -  Modern supports -  Modern graphic medium – Preservation -  Conservation - Preservation storage

 

          L'Archivio Elio Pagliarani raccoglie la documentazione raccolta dall'autore nel corso della sua vita. È costituito da circa ventuno faldoni e cartelle di varia natura e consistenza. È il prodotto dell'eterogenea attività di Elio Pagliarani come poeta, scrittore, giornalista.

          La documentazione raccolta copre un arco temporale che va dagli anni Quaranta del Novecento fino al 2006 ed oltre. La tipologia dei documenti è quanto mai varia: manoscritti (tipologia prevalente), dattiloscritti, bozze di testi di varia natura, carteggi di carattere privato e professionale, agendine con annotazioni, rubriche e testi, quaderni di appunti, fotografie, cartoline, ritagli di giornale, manifesti, locandine, inviti.

          L'Archivio, attualmente in fase di inventariazione, è affidato alle cure dell'Associazione Elio Pagliarani, che gestisce e coordina le attività concernenti l'Archivio, quali le visite di studio e le pubblicazioni editoriali. Proprio l'intenzione di assicurare la futura fruizione della raccolta senza ulteriori rischi per la conservazione dei documenti, ha portato all'avvio di un progetto di recupero e restauro. Si è iniziato nel 2018 con l'individuazione di due faldoni, per un totale di circa 1400 carte, che per condizioni conservative richiedevano più di altri un intervento. I due faldoni selezionati erano il Faldone "teatro", composto da 17 fascicoli, e il Faldone "miscellanea", composto da 6 buste.

          Le carte selezionate offrivano un ampio panorama di supporti e mediazioni grafiche moderni: carta da fotocopie, carte veline, buste da lettera; penna biro blu e rossa, inchiostro dattilografico, stilografico e a stampa, timbri. Era dunque un perfetto esempio di questa tipologia di raccolte documentarie, gli archivi personali, che sempre più, negli ultimi anni, sono stati oggetto di progetti di recupero o restauro. La caratteristiche chimico-fisiche proprie dei materiali moderni rendono infatti la conservazione della documentazione che veicolano, un'esigenza già oggi.

          La natura dei supporti (l'acidità intrinseca li espone ai danni dovuti all'ossidazione), la loro varietà, come quella delle mediazioni grafiche, gli effetti di un uso "improprio" dei documenti, la presenza di elementi tipicamente moderni (graffette, punti metallici, spirali metalliche o in plastica), fornivano l'occasione di confrontarsi con diverse esigenze conservative e relative tipologie di intervento, confermando il peculiare interesse suscitato da raccolte di questa specie.

          Una volta individuati i beni da sottoporre ad intervento, si è proceduto alla fase progettuale, affidata all'Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro nella persona di Giovanni Bellucci. L'analisi delle caratteristiche merceologiche e delle condizioni conservative è stata seguita dalla stesura delle indicazioni progettuali.

Abbiamo già sostanzialmente descritto le caratteristiche dei documenti scelti.

          Lo stato di conservazione presentava un'ampia gamma di problematiche: degrado chimico dei supporti e danni chimico-fisici connessi all'ossidazione, dilavamento delle mediazioni grafiche, presenza di nastro adesivo e relative criticità connesse all'adesivo, danni fisici causati dal fattore umano (strappi, lacune, pieghe, deformazioni, depositi incoerenti, particolato atmosferico), ossidazione degli elementi metallici (graffette, punti metallici, spirali) che coinvolgeva anche i supporti cartacei.

Archivio Pagliarani_Prima del restauro (3)Archivio Pagliarani_Prima del restauro (5)Archivio Pagliarani_Prima del restauro (8)

          Proposito dell'intervento era evidentemente quello di ripristinare un adeguato stato di conservazione della raccolta, recuperando la piena fruibilità del patrimonio documentario. Nello specifico, gli obiettivi principali erano limitare le cause del degrado chimico, nelle sue diverse forme; ripristinare l'integrità fisica dei documenti e quella strutturale degli oggetti rilegati; approntare un condizionamento conservativo del materiale pensato anche in funzione delle future consultazioni. A tale scopo, le indicazioni progettuali del progettista hanno individuato le tecniche e i prodotti più idonei al trattamento delle problematiche presenti, nel pieno rispetto delle indicazioni scientifiche e disciplinari vigenti[1]. Lo Studio P. Crisostomi di Roma, cui è stato affidato l'intervento, ha quindi operato di conseguenza.

Nell'elenco che segue, sono descritte in maniera sintetica, ma puntuale, le diverse operazioni attraverso cui si è sviluppato l'intervento:

  1.   Documentazione fotografica digitale in formato JPEG prima, durante e dopo l'intervento;
  2.   Test di solubilità delle mediazioni grafiche mediante tamponamenti localizzati con acqua deionizzata;
  3.   Misurazione a campione del pH dei supporti cartacei con pHmetro per contatto;
  4.   Depolveratura delle carte con pennello a setole morbide e con microaspiratore a potenza controllata con filtro HEPA;
  5.   Ove possibile, pulitura a secco delle carte con Groom Stick, gomma naturale non abrasiva e rimozione di eventuali depositi superficiali con bisturi a lama fissa;
  6.   Rimozione degli elementi metallici come punti, graffette, etc.;
  7.   Ove necessario, deacidificazione per nebulizzazione con propionato di calcio in soluzione alcolica;
  8.   Trattamento delle zone interessate dalla ruggine, per tamponamento, con acido ossalico al 10% in acqua deionizzata, propionato di calcio in soluzione alcolica e Paraloid B72;
  9.   La spirale in metallo del quaderno busta R/8 fasc.36, dopo la rimozione della ruggine con micro fresa con punte morbide in silicone, è stata trattata con cera antiossidante Soter 501/OC;
  10.   Spianatura delle carte sotto peso, ove necessario previa umidificazione controllata per nebulizzazione con soluzione idroalcolica;
  11.   Risarcimento delle lacune con carta giapponese di grammatura e colore adeguati, velo giapponese Vang 50200 e metilcellulosa Tylose MH300p al 4%;
  12.   Sutura dei tagli e degli strappi e consolidamento dei margini con velo giapponese Vang 50200 e metilcellulosa Tylose MH300p al 4%;
  13.   Velature parziali e totali con velo giapponese Vang 56100 e metilcellulosa Tylose MH300p al 2%;
  14.   Per il volume busta D/4 fasc.3: risarcimento delle lacune, sutura degli strappi, ricomposizione della coperta e nuova cucitura del fascicolo;
  15. Per il volume busta G/7 fasc.3: scucitura provvisoria delle prime e delle ultime carte, risarcimento delle lacune, sutura degli strappi e velature delle carte ove necessario, riposizionamento delle carte provvisoriamente scucite e consolidamento della cucitura originale con filo di lino, ricostruzione del dorso e del piatto posteriore della coperta con cartone acid free per la conservazione e carta giapponese adeguata cromaticamente con acquarelli;
  16. Per il volume busta R/8 fasc.33: trattamento antiruggine dei punti metallici e applicazione di un nuovo dorso in carta giapponese di grammatura idonea, cromaticamente adeguata con acquarelli;
  17. Ricomposizione della sequenza originale e leggera pressatura sotto peso delle carte;
  18. Realizzazione di nuove camicie in carta acid free tipo Ingres in sostituzione di quelle in carta semplice che raccoglievano buste, fascicoli e sotto-fascicoli. Il materiale di ciascun faldone è stato infine collocato all'interno di un contenitore rigido tipo bivalve in cartone per la conservazione e tela, internamente rivestito in carta acid-free tipo Ingres.

          La sequenza mette bene in evidenza la logica dell'intervento, che si sviluppa a partire dalle operazioni preliminari, in cui si approcciano i documenti sia da un punto di vista documentale (punto 1) che diagnostico (punti 2 e 3), ai primi interventi diretti (punti 4 e 5) propedeutici alle fasi successive; la rimozione, seppur imperfetta, delle cause di degrado (punti da 6 a 9), permette poi di poter intervenire direttamente sulla "fisicità" degli oggetti, per ripristinarne l'integrità e la funzionalità (punti da 10 a 13), adeguando le scelte operative alle diverse esigenze di una raccolta tanto eterogenea (punti da 14 a 16); infine, la realizzazione di un apparato di condizionamento, funzionale e conservativamente adeguato, capace di preservare gli esiti dell'intervento (punto 18).

Archivio Pagliarani_Dopo il restauro (4)Archivio Pagliarani_Dopo il restauro (3)Archivio Pagliarani_Dopo il restauro (9)

Nella speranza di aver illustrato, seppur in modo sintetico, la natura dell'intervento nelle diverse fasi della sua attuazione, esprimo qui l'auspicio che il progetto di recupero dell'Archivio Elio Pagliarani possa proseguire, secondo le intenzioni dei curatori.

Si ringraziano la dott.ssa Cetta Petrollo e la dott.ssa Rosalia Pagliarani dell'Associazione Elio Pagliarani; Giovanni Bellucci dell'Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro; il prof. Paolo Crisostomi, Eugenia Vannicola, Aurelia Pellegrini, Beatrice Diaz e Serena Billi dello Studio P. Crisostomi.

 

Riferimenti Bibliografici 

- Crisostomi P., Il ruolo del restauratore ed altro ancora, in Libri palinsesti greci: conservazione, restauro digitale, studio, Atti del Convegno internazionale  (Villa Mondragone, 21-24 Aprile 2004) a cura di S. Lucà, Roma, 2008, pp. 407-412

- Crisostomi P., Tirone E., La Grande Guerra su carta: il restauro dei documenti dell'Archivio Storico dell’Esercito, in  “Kermes”, a. XXX, n. 108, Ottobre – Dicembre 2017

- Plossi M., Zappalà A. (a cura di), Libri e documenti. Le scienze per la conservazione e il restauro, Gorizia - Biblioteca Statale Isontina, Mariano del Friuli – Edizioni della Laguna, 2007

 
Sitografia 

- Associazione  letteraria Premio Nazionale  Elio Pagliarani, Biblioteca Elio Pagliarani,

http://www.associazioneletterariapremioeliopagliarani.it/

 

Galleria fotografica di tutte le immagini del restauro


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[1] Capitolato Speciale Tecnico Tipo, a cura di I.C.P.L., Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Centro di Fotoriproduzione, Legatoria e Restauro degli Archivi di Stato, 2005