p. 25-28 > Tre poesie di Franco Buffoni tratte da "La linea del cielo"

Tre poesie di Franco Buffoni tratte da “La linea del cielo”

Tradotte in inglese da Richard Dixon

(traduzioni inedite)

 

buffoni cop

Franco Buffoni, La linea del cielo, Milano, Garzanti, 2018

 

Si parva licet

Leopardi scriveva che in un intero anno
Solo pochi giorni hanno un clima sopportabile,
Lucrezio invitava ad osservare
Le serpi nei deserti
E le distese dei ghiacci
Per concludere che no, il mondo
Non era stato pensato per noi.
Ed io - ora che il vento, smessa
La sua aria da alto dei cieli,
Precipitatosi giù mi sospinge
E irridendo alle mie gambe lente
Sbeffeggia malamente la trachea
Poco protetta dal bavero rialzato,
Ruvidamente sparandomi all’orecchio
Destro il suo “Su, su avanti
Nell’alto dei cieli, marsch” -
Si parva licet do loro ragione.

 

Si Parva Licet

Leopardi wrote that in a whole year
Only on a few days is the weather tolerable,
Lucretius invited us to look at
The snakes in the desert
And the expanses of ice
In order to conclude that no, the world
Was not meant for us.
And I – now that the wind, its air
Left off from high in the heavens,
Thrust down drives me
And mocking my slow legs
Roughly taunts my windpipe
Barely protected by the raised collar,
Firing ruggedly at my right ear
Its “Come, come on
High in the heavens, march” -
Si parva licet I’ll say they’re right.

 

Dall’odore che hanno le reti da pesca

Dall’odore che hanno le reti da pesca
Umide nella sabbia
Dal sapore d’arance in Inghilterra
Al mattino terrazzo
Dal colore del cielo negli ultimi
Giorni d’agosto
Dal rumore dell’acqua alla cascata
Sul Passo della Rossa,
Di anno in anno cose d’estate
Passate in giudicato e ritrovate
Io so
Che quando sarà l’ultima volta
Quando davvero non ne avrò più voglia
L’ultima volta sarà già passata.

 

With the Smell that Fish Nets Have

With the smell that fish nets have
Damp in the sand
With the taste of oranges in England
On the morning terrace
With the colour of the sky in the last
Days of August
With the noise of the water at the falls
On the Rossa Pass,
From year to year
Summer things decreed and rediscovered
I know
That when the last time comes
When I really no longer wish it
The last time will have already gone.

 

L’autobus dei bambini morti

L’autobus dei bambini morti
È quello che Christine Koschel
Vide a Berlino nel quarantacinque,
Alcuni ancora vivi, molti infanti
Tutti assolutamente soli
Abbandonati in una fuga dal nulla al nulla
Durante l’avanzata dei sovietici.
Da qui gli occhi per sempre
Che l’orrore hanno visto
Di Christine
Intraducibile se non
Nello strappo sintattico.

Christine Koschel, poetessa e traduttrice nata a Breslavia nel 1936, vive a Roma.


The Bus of Dead Children

The bus of dead children
Is what Christine Koschel
Saw in Berlin in Forty-five,
Some still alive, many infants
All totally alone
Abandoned escaping from nowhere to nowhere
During the Soviet advance.
From here forever the eyes
Of Christine
That saw the horror
Untranslatable except
In the syntactic wrench.

Christine Koschel, poet and translator, born in Wrocław in 1936, lives in Rome.

 

Nota bio del traduttore

Richard Dixon lives and works in Italy. His translations of poetry have been published in Italian Contemporary Poets (FUIS, 2016), Canone Inverso (Gradiva, 2014) and in “Journal of Italian Translation,” “Nuovi argomenti,” “Testo a fronte,” and “Almost Island”. Other translations include Umberto Eco (The Prague Cem- etery (Houghton Mifflin, 2010), Inventing the Enemy (Houghton Mifflin, 2011), Numero Zero (Houghton Mifflin, 2015)); Roberto Calasso (Ardor (Farrar Straus and Giroux, 2014), The Art of the Publisher (Farrar Straus and Giroux, 2015), The Ruin of Kasch (Far- rar Straus and Giroux, 2017)); Marco Santagata, Dante: The Story of His Life (Harvard U.P., 2016), and Antonio Moresco (Distant Light (Archipelago, 2016). He is one of the translators of the first complete English translation of Giacomo Leopardi’s Zibaldone (Farrar Straus and Giroux, 2013).

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