p. 1 > Il sorriso dei gatti del Cheshire

Il sorriso dei gatti del Cheshire

Valerio Magrelli

A mia moglie

 

Laviamo i nostri byte nell’acqua calda.

Per gioco li chiamiamo le “mordacchie”.

Pensavo che quel termine innocente

si riferisse a museruole per cani,

invece designa un antico

strumento di tortura

con un uncino che entra nella lingua

costringendo la vittima in catene

a ingoiare il suo sangue.

 

Laviamo i nostri byte nell’acqua calda

e li laviamo nella stessa tazza.

Sott’acqua, silenziosi, galleggianti,

i due apparecchi si scambiano baci.

Ora li fanno trasparenti, morbidi,

per proteggere i denti, che altrimenti,

ticchettando nel sonno come nacchere

tutta la notte, ci costringerebbero

ad una danza macabra.

 

Laviamo i nostri byte nell’acqua calda,

sempre una volta al mese.

Ricordati di baciarmi, dice uno.

Come dimenticarlo?, dice l’altro.

Dobbiamo proteggerci anche da noi stessi,

sennò coi denti ci spacchiamo i denti,

cani feroci, scatenati nei sogni,

costretti a azzannarsi da soli.

Solo in due c’è salvezza. 

download PDF