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Archivio Nanni Balestrini

 Rosalia Virga

 

Nel gennaio del 2017 ha avuto inizio il lavoro di riordino dell'archivio e della biblioteca Nanni Balestrini. Dal momento che ci accingiamo a prendere in esame un corpus in divenire, di fatto un archivio corrente di personalità, sarà utile ripercorrere alcune delle principali tappe biografiche del soggetto produttore, al fine di delineare una prima cartografia dei principali movimenti che nel tempo hanno interessato il complesso documentario contribuendo a determinarne la sua fisionomia.

Nanni Balestrini nasce a Milano nel 1935. La data di inizio dell'attività letteraria risale al 1950. Da questa data Balestrini opera nell'area di Milano, quando nel 1964 si trasferisce a Roma per dirigere la nuova sede di Via del Babuino n. 39/40 della casa editrice Feltrinelli. Questo fino al 1972. Durante gli anni settanta la sua attività si svolge tra Roma e Milano, quando nel mese di maggio del 1979, in seguito al suo coinvolgimento nell'ambito della cosiddetta “inchiesta 7 aprile” diretta a smantellare il movimento dell'Autonomia, avviene l'inatteso trasferimento in Francia, dove rimarrà in condizione di esilio politico, fino al 1986, quando verrà scagionato da ogni accusa. Da quel momento vive fra l'Italia e la Francia e solo a partire dalla seconda metà degli anni Novanta si trasferisce più stabilmente a Roma.

Si può affermare che il corpus nel suo insieme abbia certamente risentito dei diversi trasferimenti del soggetto produttore; in che misura ciò sia avvenuto sarà possibile definirlo con precisione soltanto in futuro. Tuttavia, da quanto emerge allo stato attuale, l'autore è riuscito a tutelare nuclei documentari più o meno significativi riconducibili alle varie attività svolte e questo rappresenta di per sé un primo dato importante.

All'inizio dei lavori lo stato di conservazione della documentazione era dunque privo di un ordinamento d'autore, in particolare esso rifletteva l'ordine provvisorio che le carte hanno casualmente assunto in seguito al trasloco dal precedente spazio di lavoro all'attuale studio di Via Merulana. Inizialmente si è dunque provveduto a una prima ricognizione e parallelamente al raggruppamento dei documenti in base all'appartenenza a un certo affare e, come voluto dall'autore, in relazione a un preciso ambito di attività; in altre parole ha avuto inizio la ricostruzione del vincolo archivistico. Successivamente, a partire dagli elenchi in parte sommari in parte analitici dei quali mi ero servita nella fase iniziale, ho elaborato una prima ipotesi di struttura di archivio che si snoda in quattro aree tematiche, ossia attività letteraria (1950), attività culturale (1956), attività politica (1968) e attività artistica (1952), ognuna delle quali è costituita da un certo numero di serie archivistiche, rispettivamente: Gruppo 63, Poesia, Prosa, Teatro, Radiodrammi e programmi radio, Articoli/scritti altro genere, Traduzioni, Interviste, Curatele; Attività editoriale, Festival/laboratori/rassegne/convegni, Progetti culturali, Televisione e altri media; Volantini, Potere operaio, Ritagli stampa, Scritti e documenti ufficiali, Esilio; Disegni, Album, Rassegna stampa, Varie. A queste si aggiungono le due serie trasversali Corrispondenza e Testi altrui. La documentazione ad oggi presa in esame è contenuta in 42 faldoni.

Ritengo che l’organizzazione in aree tematiche, le quali vanno viste come tratti di una stessa entità rizomatica (l'opera archivio appunto), abbia il merito di rendere immediatamente visibile il carattere caleidoscopico del soggetto produttore. Inoltre, già allo stato attuale, il fondo attesta e documenta perfettamente come al Balestrini poeta (e romanziere aggiungiamo noi) ex machina – usando la nota definizione sanguinetiana – da un lato, e poeta visivo dall'altro, si sia andato affiancando, a partire dai tempi de «Il Verri» per arrivare ad oggi, il Balestrini abile cordinateur [1], per dirla con le parole di Giulia Niccolai. Allo stesso modo, la sua partecipazione alle vicende politiche che hanno portato al Sessantotto italiano prima e al movimento del Settantasette poi, nonché la posizione assunta a partire dal nuovo quadro politico e sociale inveratosi a partire dai primi anni ottanta, emergono in modo altrettanto evidente.

Per quanto riguarda la serie Corrispondenza, oltre alle lettere via via recuperate tra le varie carte nella fase di ricognizione, vi troviamo un gruppo di lettere che l'autore aveva precedentemente organizzato secondo un criterio cronologico; attualmente le 295 lettere sono state riordinate in ordine alfabetico per mittente, e sono state conservate le buste originali contenenti la corrispondenza suddivisa cronologicamente. Tra i mittenti possiamo leggere, solo per citare alcune personalità con le quali il nostro ha condiviso alcune importanti fasi del suo percorso umano e creativo, i nomi di Luciano Anceschi, Alberto Arbasino, Franco “Bifo” Berardi, Adriano Spatola e Giulia Niccolai, Toni Negri e Paul Virilio. Il fondo fotografico è al momento costituito da n. 151 stampe fotografiche di formato variabile, in b/n e a colori, del periodo compreso tra i primi anni sessanta e oggi.

Quanto alle tipologie documentarie costituenti le varie unità archivistiche, vi troviamo tutte quelle tipologie che caratterizzano gli archivi di personalità secondo quanto messo in luce da Caterina Del Vivo[2] : oltre a dattiloscritti di alcune opere, manoscritti, appunti di lavoro, materiale a stampa di vario genere (opuscoli, locandine, inviti, manifesti, ritagli stampa), corrispondenza per lo più in entrata, materiale fotografico, audio e video, disegni, opere visive.

La biblioteca al momento consta di 279 volumi registrati in elenco – principalmente le varie edizioni italiane ed estere delle opere o volumi con interventi dell'autore, cataloghi e libri d'arte – e 386 riviste, e vedrà un incremento in seguito all'aggiunta della biblioteca personale dell'autore attualmente in corso di selezione.


[1] Giulia Niccolai, N. B., «Resine. Quaderni liguri di cultura» Materiali immagini parole per Nanni Balestrini, n. 132-133, 2012, p. 31.

[2] Cfr. Caterina Del Vivo, Accostarsi a un archivio di persona: ordinamento e condizionamento, in F. Ghersetti e L. Praro (a cura di), Archivi di persona del novecento. Giuda alla sopravvivenza di autori, documenti e addetti ai lavori, Fondazione Benetton Studi Ricerche – Fondazione Giuseppe Mazzotti – Antiga Edizioni, Treviso 2012, pp. 15 – 38.

 

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