p. 27-29 > L’altro novecento. Poeti italiani di Paolo Febbraro

L’altro novecento. Poeti italiani  di Paolo Febbraro

Roberto Milana

febbraro_altro novecento

In questa  antologia di poeti “non laureati”,  ovvero fuori dalla rosa fluttuante ma ormai radicata dei grandi, coi toni della  curiosità filologica e biografica  Febbraro libera dal peso di una fastidiosa pregiudiziale di minorità decine di poeti importanti e delinea i luoghi  e le voci plurime di un’Italia novecentesca poeticamente come unita in un sistema poco istituzionale,  tecnicamente ciarliero e dialogante  in una diffusa rete espressiva. Civile e necessaria come una società letteraria, scaturita dal basso e soprattutto dal vivo dell’atto poetico, nell’esercizio di una  democrazia degli stili. Si tratta di un’operazione critica di un’ utilità anche politica impressionante, far emergere da una specie di porto sepolto editoriale, le parole diverse ma di comune sentire, i dati antropologici convissuti, i sentimenti e i loro conosciuti destini. Vere e proprie identità linguistiche e morali,   nel nostro paese più volte negate  per una confusa e inane modernità,   che qui ritroviamo con più visibilità nei testi di queste decine di poeti, così fedeli esistenzialmente a dolori e sdegni netti con meno trattatistica elevata, a linguaggi meno fuggenti nei complessi sistemi poetici e di ricamo chiaro nelle poche svolte sperimentali o nelle numerose riproposizioni liriche lessicalmente scandite. Quanta bella lingua scorre in questa antologia, quanto uso discreto e necessario del repertorio retorico, quanta esperienza di vita umana diversa per ciascuno ma disponibile anche nel rifiuto ironico o avanguardistico o apocalittico. Oggi i poeti soffrono anche linguisticamente le nuove realtà  promiscue e fluide dove pasolinianamente non si è più compresi fino al dubbio della consistenza di sé e dell’ordine del proprio dire. L’indagine di Febbraro non lascia nulla di intentato, recupera correnti anche minime, localismi di peso e poesia dialettale, presenta poeti non poeti, poeti a latere, anticipatori esauriti nel ruolo ed epigoni…testimoni tutti di un grande vitalità espressiva, che nutrirà la  poesia  di tutto il secolo. Si tratta di ben 77 poeti italiani. Le  condizioni del mar Tirreno  e le figure esistenziali del sasso, del vaso spoglio, di un’ombra  definite da Ceccardi nella poesia Una sera d’inverno alla finestra avranno come si sa notevoli futuri sviluppi nella grande poesia ligure. La leggerezza e l’intelligenza dei giochi linguistici di Toti Scialoja l’antipedagogia favolistica con rovesciamenti morali di Rodari  e poi l’acuta critica sociale dei calembours di Vito Riviello, quante parentele suggeriscono con i linguaggi  irridenti  e destrutturanti delle avanguardie novecentesche, da quelle storiche al gruppo 63. Di cui non manca un rappresentante ufficiale come Antonio Porta proposto invece con una poesia giovanile del 1958 un po’ leopardiana nella proposizione di atti crudeli della natura. Tanti romanzieri in veste poetica da Primo Levi con La mosca una poesia filosoficamente triste, come non pochi sonetti del Belli, alla Ortese, a Flaiano, alla Morante, a Bassani, a Parise, a Landolfi. Di Volponi e Pavese l’espressione poetica è già nota e importante. Versi crepuscolari di Marino Moretti, futuristi di Luciano Folgore, ermetici di Betocchi, Sinisgalli, di impegno civile di Scotellaro e Matacotta. E poi una presenza massiccia di poeti in dialetto di elegante e incisivo espressionismo, Giotti, Marin, Buttitta, Zavattini, Guerra, Pierro, Baldini, Baldassarri, Giacomini, Finiguerra,  a volte di vertice estetico, per l’apporto di un’elegante sonorità dei linguaggi locali. Poeti dai nomi poco conosciuti  come Bellintani, Tartaglia, Baldassari, Giacomini, poeti forti giovani e interrotti da morte precoce come Tripodo, Salvia, Pagnanelli. Poeti unici nella compattezza espressiva come Calogero,  Bemporad, Lucio Piccolo, Wilcock. Ancora più delle scelte dei poeti spiazzano le scelte delle poesie a volte  esemplari a volte  lontane dalla vulgata stilistica intorno all’autore, testimonianza del carattere libero e criticamente aperto dell’approccio di Febbraro. Il valore del libro così espresso nel dettaglio dei pregi è in toto prodotto da una specie di fusione critica frutto dell’accompagnarsi di poesia, biografia e note, ben divise sulla pagina nella loro testualità ma ammirevolmente unite a dettare le significazioni essenziali delle scritture.  Perfino gli accenni biografici per genere asettici assumono una fascinazione critica curiosa e interessante. Si sente in Febbraro  il sentimento critico del poeta e viceversa, per cui pare naturalmente un tutt’uno gnoselogico  ogni pagina dedicata a un poeta, tra l’altro sempre caro.

Febbraro, Paolo, L’altro novecento. Poeti italiani.  Roma : Elliot, 2018

download PDF